Nel testo l’ altopiano silano è analizzato in tutta la sua complessità.
Lucia Lucente

Il 15 Novembre 2024,nell’ ambito dell’ iniziativa” Cultura in Fiore letture florensi” , nella Biblioteca Comunale, presso “Palazzo De Marco” Giuseppe Tallarico ha presentato il suo libro “Genesi storica della colonizzazione Silana”.
A porgere i saluti istituzionali,Antonello Martino(assessore alla cultura); a moderare Antonio Mancina. Sono intervenuti, oltre all’ autore del testo: Francesco Oliverio( Casa Editrice Pubblisfera S. Giovanni in Fiore);
Natale Carvello( Presidente del Gal Kroton); Angelo Zumbo (Studioso di storia della Sila)
Il lavoro, di cui ci occupiamo, realizzato dal prof. Giuseppe Tallarico, è il frutto di una riflessione profonda e di un meticoloso recupero delle ricerche e pubblicazioni dell’omonimo studioso Giuseppe Tallarico. Quest’ultimo, scienziato e ricercatore di straordinario rigore, fu uno dei pionieri nello studio delle potenzialità agrarie e biologiche della Sila, quel vasto altopiano che domina il cuore della Calabria e ne rappresenta un baluardo di storia e natura.
Il suo territorio, aspro e insieme prodigo, ha sempre esercitato un magnetismo misterioso su studiosi e pionieri, attratti dalle sue risorse inesplorate e dalle sue potenzialità inespresse.
Con un lavoro, svolto tra il 1930 e il 1958, sotto l’egida della Fondazione Politecnica per il Mezzogiorno d’Italia e del Centro di Studi Silani del Consiglio Nazionale delle Ricerche, Giuseppe Tallarico, in collaborazione con l’ ing. Angelo Steiner, direttore dei lavori degli impianti idroelettrici silani, diede vita a una serie di ricerche sperimentali, che posero le basi per la valorizzazione dell’altopiano. Le sue ricerche non si limitarono alla mera analisi agraria, bensì furono il frutto di un’intensa indagine sul campo, mirata a comprendere le possibilità di una trasformazione fondiaria, che potesse rendere la Sila un luogo di residenza e di produzione.
Nel suo studio, il prof. Giuseppe Tallarico, autore del libro, raccoglie e rielabora,con cura, questi documenti e ci offre una finestra su quella Sila, che si apriva alla modernità, raccontando un capitolo unico della storia calabrese. Con eleganza e precisione, ci restituisce l’eco di quelle visioni pionieristiche, permettendoci di assaporare il sogno di un altopiano che, tra le sue risorse forestali, idriche e agricole, poteva diventare un simbolo di rinascita e speranza per il Mezzogiorno d’Italia.
È così che, attraverso questo volume, rivivono le storie e le lotte di una terra che, grazie alla dedizione dei suoi abitanti e alle intuizioni dei suoi studiosi, ha saputo guardare oltre i propri confini. La Sila, non più solo un luogo di asprezza e isolamento, ma una culla di possibilità, divenne finalmente oggetto di una pianificazione consapevole e lungimirante, culminata nelle leggi che, nel 1950, sancirono la fondazione dell’Opera Sila.
L’ autore ci accompagna in questo viaggio storico, con profondo rispetto per il lavoro del suo omonimo e ci invita a riscoprire quei valori, che furono alla base della colonizzazione silana, ricordandoci che, solo attraverso l’amore per la propria terra e il rispetto per le sue risorse, si può costruire un futuro radioso e sostenibile. Il lavoro di Tallarico è un affresco di meticolosa bellezza, che fonde un’accurata ricerca scientifica con il palpito emotivo di chi ha vissuto e amato questo territorio. La sua visione va oltre la pura osservazione accademica: è uno sguardo che cattura la Sila in tutta la sua complessità, un mosaico di ecosistemi, culture e storie, che parlano della fatica e della speranza umana.


