Rifondazione Comunista: il bando sul reddito di merito premia i privilegi, non il diritto allo studio
I timori sorti in seguito all’approvazione del cosiddetto “reddito di merito” voluto dal Presidente Occhiuto
si sono concretizzati. Visionando il bando dell’Università della Calabria per accedere al beneficio
nell’anno accademico 2026/2027, emergono infatti numerose criticità, che riguardano non solo gli
studenti e le studentesse iscritti agli anni successivi al primo, ma anche le future matricole.
Il bando prevede, tra i requisiti per gli studenti già iscritti, una media ponderata di almeno 27/30 e il
superamento di tutti gli esami previsti entro tempi particolarmente stringenti. Si tratta di criteri che, a
nostro giudizio, rischiano di incentivare una competizione esasperata e di orientare il percorso
universitario più verso l’accumulo di CFU che verso una formazione completa, critica e di qualità.
Le criticità riguardano anche chi deve ancora immatricolarsi. Per accedere al beneficio è infatti richiesto
un voto di maturità non inferiore a 95/100 e il superamento del TOLC con un punteggio tale da collocarsi
nel 10% dei migliori risultati tra i candidati. Sin dall’ingresso nel mondo universitario, dunque, il
messaggio che viene trasmesso è quello di una competizione permanente, nella quale il raggiungimento di
determinati indicatori quantitativi sembra prevalere sul diritto a un percorso di studio realmente
formativo. A tutto questo si aggiunge l’obbligo di svolgere ulteriori attività non meglio specificate, pena
la perdita del beneficio.
Questa misura, come abbiamo già ampiamente discusso, premia solo chi parte da condizioni economiche
favorevoli. Gli studenti e le studentesse che lavorano o che provengono da contesti non abbienti non
riceveranno alcun sussidio, nonostante i loro sforzi. Non si può continuare ad ignorare queste differenze
sostanziali, anzi promuovendo operazioni prevalentemente propagandistiche come questa.
Come Giovani Comunisti/e e Rifondazione Comunista denunciamo la criticità di una misura che non
affronta le vere cause dell’emigrazione giovanile e che non rafforza concretamente il diritto allo studio.
Assistiamo alle promesse da campagna elettorale del Presidente Occhiuto sulla no tax area per i giovani
sotto i 35 anni ma non è affatto specificato da dove arriverebbero i fondi. Siamo convinti/e che siano
necessarie misure concrete e durature, per questo continueremo a sostenere e rilanciare la campagna “1%
Equo”, che propone di tassare l’1% più ricco della popolazione per reperire le risorse necessarie a
rafforzare i servizi pubblici e il welfare, a partire dalla scuola e dall’università. Crediamo che il diritto allo
studio debba essere garantito a tutte e tutti, indipendentemente dalle condizioni economiche di partenza.
Solo attraverso investimenti strutturali nell’istruzione pubblica e una più equa redistribuzione della
ricchezza sarà possibile costruire un sistema che sia realmente dalla parte dei giovani e delle giovani.
Giuseppe Gaudio – Coordinatore provinciale Giovani Comunisti/e Cosenza
Domenico Passarelli – Responsabile regionale scuola e università Rifondazione Comunista Calabria