COMUNICATO STAMPA

Tommaso Campanella e “La città del sole” protagonisti alla Fondazione Premio Sila

Viaggio appassionante nella Calabria rivoluzionaria del Seicento con Luca Addante e Massimo Veltri

Nella sede della Fondazione Premio Sila, si è tenuto un evento straordinario dedicato a Tommaso Campanella e alla sua opera più celebre. Lo storico e professore universitario Luca Addante, curatore dell’edizione Einaudi di “La città del sole”, ha dialogato con Massimo Veltri, ingegnere, già docente dell’Unical e già Senatore della Repubblica, davanti a una platea gremita. L’incontro ha restituito la grandezza di uno dei più importanti classici calabresi di tutti i tempi

 

La sede della Fondazione Premio Sila in via Salita Liceo, nel cuore del centro storico di Cosenza, lunedì sera ha vissuto uno di quegli appuntamenti che lasciano il segno. Ogni posto occupato, un pubblico attento e partecipe, un silenzio carico di emozione: queste le premesse di un incontro che ha saputo restituire tutta la potenza rivoluzionaria del pensiero di Tommaso Campanella attraverso le voci di due autorevoli interpreti della cultura italiana contemporanea. Luca Addante, storico della filosofia, docente ordinario di storia moderna all’Università di Torino e professore associato alla Sorbona di Parigi. E Massimo Veltri, ingegnere, già docente dell’Unical e già Senatore della Repubblica. «Abbiamo scelto questa sede perché, un tempo, è stata la sala del Consiglio comunale della nostra città – ha esordito il presidente della fondazione Premio Sila, Enzo Paolini –. In questo luogo hanno preso la parola figure straordinarie come Fausto Gullo e Pietro Mancini. Qui si è discusso della Costituzione italiana. Non c’è modo migliore di onorarla che ricordare i luoghi in cui la nostra storia democratica è stata costruita».

Un’apertura che ha dato immediatamente il tono alla serata: parlare di Campanella, del suo tentativo rivoluzionario del 1599 in Calabria, della “Città del sole” scritta in una fossa buia dopo 27 anni di carcere, significa parlare di libertà, giustizia sociale, dignità umana. Temi che attraversano i secoli e interrogano ancora oggi il nostro presente.

 

Il classico calabrese più tradotto al mondo

Luca Addante ha aperto il suo intervento con un dato impressionante: «“La città del sole” ha avuto oltre 150 edizioni ed è stato tradotto in giapponese, ceco, svedese, ungherese, serbo-croato, turco, polacco, rumeno, coreano, lituano, portoghese, cinese, olandese, albanese, finlandese. È il testo calabrese più edito e tradotto di tutti i tempi. Nessun autore calabrese ha avuto questa fortuna».

Un primato assoluto che fa del volume “La città del sole” non solo un capolavoro della filosofia utopica europea, ma il più importante classico calabrese della storia.