COMUNICATO STAMPA
Premio Sila ‘49
I vincitori della XIV edizione e il programma del weekend conclusivo (5-7 giugno)
La Giuria del Premio Sila ha decretato i vincitori della quattordicesima edizione. Matteo Nucci trionfa con “Platone: una storia d’amore” (Feltrinelli). Il Premio saggistica “Marta Petrusewicz” va a Tommaso Greco con “Critica della ragione bellica” (Laterza). Il Premio alla Carriera è assegnato al musicista Paolo Fresu.
Dal 5 al 7 giugno, tra Cosenza e Camigliatello Silano, si terranno le tre giornate conclusive dedicate ai vincitori. Un weekend per celebrare la letteratura, la storia, la musica. Per conoscere da vicino le voci che hanno attraversato questa edizione del più antico premio letterario del Mezzogiorno.
PREMIO SILA 2026 SEZIONE LETTERATURA
MATTEO NUCCI Platone: una storia d’amore (Feltrinelli)
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PREMIO SAGGISTICA “MARTA PETRUSEWICZ”
TOMMASO GRECO Critica della ragione bellica (Laterza)
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PREMIO SILA ALLA CARRIERA
PAOLO FRESU
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I vincitori e le motivazioni della giuria
Matteo Nucci si aggiudica il Premio per la sezione Letteratura con il suo romanzo “Platone: una storia d’amore” (Feltrinelli). Secondo la giuria “non è certo infrequente leggere romanzi dedicati a personalità eminenti nel campo dell’azione politica, della creazione artistica, del pensiero filosofico. Il rischio è spesso quello di impiegare i procedimenti della letteratura al mero scopo di addolcire contenuti che apparterrebbero al genere saggistico. Totalmente diverso il caso di Matteo Nucci, profondo conoscitore del pensiero greco e del potenziale di conoscenza della scrittura letteraria. Del suo Platone convince, fin dalle prime righe, l’uso di una voce narrativa straordinariamente concreta e ravvicinata ai fatti, alla vita del protagonista e a quella di una città-personaggio come Atene. Il suo libro non è un’opera di semplice divulgazione della civiltà greca, ma una scommessa vinta sulla letteratura, nel segno di un’idea della conoscenza permeata di passione, amicizia e sentimento del tempo. Il Platone che ne emerge sfugge ai manuali e alle monografie scientifiche per trasformarsi in un personaggio nel senso più universale e profondo della parola”.
Al professore universitario Tommaso Greco va il riconoscimento “Marta Petrusewicz” per la sezione Saggistica con “Critica della ragione bellica” (Laterza). Secondo la giuria “Il libro di Tommaso Greco offre uno sguardo innovativo, e insieme profondamente radicato nella più importante tradizione filosofica occidentale, sulla pace: la pace non è un obiettivo da raggiungere, una meta lontana e troppo spesso fuori dalla portata della comunità internazionale, ma il principio costitutivo delle relazioni umane e statali, la condizione originaria che deve orientare ogni costruzione giuridica, e politica. Un libro che decostruisce la retorica bellicista, quel terribile «amore per la guerra» che torna a dominare il discorso pubblico in Europa e in Italia. Attraverso un’analisi serrata, tra gli altri, del pensiero di Kant, il libro chiarisce la relazione fondamentale tra tenuta degli assetti democratici e mantenimento della pace: occupandosi così delle due più grandi, e intrecciate, questioni del nostro tempo”.
Il Premio alla Carriera viene assegnato al musicista Paolo Fresu con la seguente motivazione: “La tromba di Paolo Fresu è una voce ormai classica non solo della musica, ma dell’intera cultura contemporanea italiana. La qualità altissima della sua esecuzione, la visionaria costruzione della sua composizione, cuce passato e presente rappresentando al meglio la tradizione del jazz. Accanto all’artista, l’instancabile promotore di quello «sviluppo della cultura» che la Costituzione elegge a principio fondamentale del nostro stare insieme civile. La sua Berchidda è diventata sinonimo di un modo alto, consapevole e ‘politico’ nel senso più alto di fare festival, e di legare musica e diritti. Da ultimo, la sua musica e la sua voce si sono contate tra quelle che denunciavano il genocidio di Gaza, accanto al popolo palestinese: in coerenza con una straordinaria carriera artistica radicata in una umanità profonda”.
Il programma del weekend 5-7 giugno
La quattordicesima edizione del Premio Sila si conclude con tre giorni di incontri, dialoghi e celebrazioni tra Cosenza e Camigliatello Silano.
Venerdì 5 giugno – Cosenza
Ore 18.30, Villa Vecchia. Tommaso Greco presenta il suo saggio, “Critica della ragione bellica” (Laterza), dialogando con Piero Bevilacqua, storico e giurato del Premio Sila ’49, e Francesco Raniolo, politologo dell’Università della Calabria.
Sabato 6 giugno – Camigliatello Silano
Ore 17:30, Fondazione Premio Sila. “La Storia di Marta Petrusewicz”.
A ricordarne il percorso e l’eredità scientifica saranno Paolo Perri, storico dell’Università della Valle d’Aosta, Leandra D’Antone, storica dell’Università La Sapienza di Roma, Paul Corner, storico dell’Università di Siena e Fellow of the Royal Historical Society, e Magdalena Wrana, Direttrice della Stazione Scientifica dell’Accademia Polacca delle Scienze di Roma.
Ore 18:30, Fondazione Premio Sila. “La continuità del male”. Tomaso Montanari, storico dell’arte e rettore dell’Università per Stranieri di Siena, dialoga con Enzo Paolini, presidente della Fondazione Premio Sila.
Domenica 7 giugno – Cosenza
Ore 11:30, Palazzo Arnone. Lectio magistralis di Paolo Fresu “Le radici e le ali”. È dalla terra che si spicca il volo.
Ore 18:30, Palazzo Arnone. Cerimonia di Premiazione. Conduce Ritanna Armeni, giornalista e scrittrice. Saranno premiati Matteo Nucci per la sezione Letteratura, Tommaso Greco per il Premio Saggistica “Marta Petrusewicz” e Paolo Fresu per il Premio alla Carriera.
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