La fine delle feste natalizie a San Giovanni in Fiore
Lucia Lucente

Nelle svettanti montagne silane la dama bianca è, finalmente, arrivata e, con essa, la magia di un paesaggio fiabesco e la voglia di tuffarsi, a pieno titolo, nella sua soffice coltre. I pini, appesantiti , con le chiome penzolanti verso terra, pare invochino il Cielo in ginocchio, affinché abbia pietà dei propri figli ,dispersi in ogni luogo. La fine delle festività natalizie reca con sé un amaro addio alla gioia temporanea che ha pervaso le strade e le case. Per pochi giorni, studenti e emigrati sono ritornati e, assieme a loro, anche il calore delle tradizioni e l’ illusione di unione familiare.
Le varie manifestazioni del Natale florense, le strade animate e i mercatini natalizi, nei giorni scorsi, pervasi da risate e voci festose, ora si sgretolano nella solitudine. Le case, risuonanti di chiacchiere e di risate, si sono trasformate in rifugi silenziosi e il sapore amaro della nostalgia si fa sentire nell’aria.
I giovani studenti, temporaneamente liberi dagli impegni accademici, sono tornati e con loro la vitalità della gioventù. Gli emigrati, che hanno fatto il lungo viaggio per riabbracciare le proprie radici, hanno contribuito a riempire gli spazi vuoti, con storie di vita vissuta altrove.
Ora, però, il calore umano si è dissolto, lasciando dietro di sé un’atmosfera di malinconia. Le strade deserte e i bar silenziosi testimoniano la fine di un breve periodo di felicità condivisa. La vita quotidiana riprende il suo corso e la monotonia ritorna a regnare sovrana.
L’addio alle feste ci rende tristemente consapevoli della distanza, delle separazioni e delle vite che scorrono in direzioni diverse. Le famiglie si sono nuovamente divise e le abitudini quotidiane sono tornate a riempire il vuoto lasciato dai momenti di gioia e di aggregazione.
Tuttavia, nell’oscurità della solitudine post-natalizia, c’è la promessa di un nuovo inizio. Le memorie di queste fugaci riunioni familiari rimangono impresse nei cuori, fungendo da faro nella notte della quotidianità. E così, nonostante la tristezza che avvolge il nostro paese, dopo le festività natalizie, c’è la consapevolezza che la speranza e la gioia torneranno a risplendere, anche se solo per poco, nel periodo estivo.
Un abbraccio virtuale a tutti i nostri compaesani: a quanti, lavorando nello smog e nella nebbia delle città industriali, ripensano al nostro cielo terso e all’ aria salubre; agli studenti, ai quali auguriamo ampie realizzazioni umane e professionali e,soprattutto, alla nostra meravigliosa terra, affinché possa assurgere ai fasti del passato e garantire, da madre benevola, un avvenire radioso ai propri figli.

