Anche nel nostro paese la visita ai “ parduni” e’ un qualcosa di profondamente sentito
Lucia Lucente


Nelle chiese di tutto il mondo, dal Giovedì Santo pomeriggio,  fino al Venerdì a pranzo, si allestiscono i “sepolcri”, per commemorare la crocifissione e morte di Gesù Cristo. Questo antico rito, conosciuto come “Visita ai Sepolcri” o “Adorazione dei Sepolcri”, è un momento di profonda riflessione e devozione per i fedeli di religione cristiana.
Il Giovedì santo segna l’inizio del Triduo Pasquale, cuore della liturgia cristiana, durante il quale la Chiesa rivive i misteri della Passione, Morte e Risurrezione di Cristo. La pratica dei “sepolcri” risale a secoli fa e ha radici profonde nella tradizione cristiana. Si ritiene abbia avuto origine in Terra Santa, diffondendosi, poi , in tutto il mondo cristiano. Durante questo periodo, le chiese sono trasformate in luoghi di contemplazione , oltre che di preghiera. Gli altari sono adornati con fiori, candele e simboli della Passione di Cristo, come la croce e la corona di spine. I fedeli sono invitati a visitare i “sepolcri”, a sostare in silenzio e a pregare di fronte al simulacro del Sepolcro di Cristo. La pratica della visita ai “sepolcri” offre loro l’opportunità di immergersi nel mistero della morte redentrice di nostro Signore. È un momento, per riflettere sulla sua umiltà, il suo sacrificio e il suo amore infinito per l’umanità. Attraverso la contemplazione dei “sepolcri”, siamo
chiamati a rinnovare il nostro impegno a seguire il Vangelo e ad abbracciare la croce, come segno di speranza e redenzione. Questa antica tradizione continua a essere viva e vibrante nelle comunità cristiane di tutto il mondo. È un momento di unione e comunione, in cui ci  si riunisce,  per onorare il sacrificio di Cristo e pregare per quella Pace agognata, giammai realmente  realizzata. In un’epoca,  in cui il consumismo e le distrazioni possono offuscare il vero significato della Pasqua, la pratica dei “sepolcri” rappresenta un’opportunità preziosa, per riscoprire la profondità della fede e per rinnovare il legame con Cristo e con la comunità ecclesiale. In definitiva, tale celebrazione è molto più di una semplice tradizione religiosa; è un invito a entrare nel mistero della Pasqua, a contemplare il sacrificio redentore di Cristo e  a vivere ,in modo più autentico e generoso, i valori del Vangelo. Anche nel nostro paese la visita ai “ parduni” è un qualcosa di profondamente sentito. In tutte le chiese, infatti, con la collaborazione e partecipazione sentita dei fedeli, e’ allestita la “ tomba” di nostro Signore; la veglia e’ accompagnata  da canti e preghiere. Sono ore di profonda tristezza, ma anche di speranza in una rinascita spirituale che, ci si augura, possa avvenire realmente in tutti e in ogni angolo della terra!