COMUNICATO STAMPA

SCONTRO POLITICO A LAMEZIA, CARIGLINO (AZIONE): «UNA CITTÀ PRESA IN OSTAGGIO DALLE PASSIONI TRISTI»

Il presidente del circolo cittadino: “ La domanda decisiva per un cittadino non è “chi ha ragione in questa polemica”, ma a beneficio di chi va, realmente, questo conflitto”

LAMEZIA TERME (CZ) –  31 AGOSTO 2026 – «Da giorni osservo, come credo molti lametini, lo scontro politico che si è aperto tra il vertice dell’amministrazione comunale e alcuni suoi ex alleati, dopo la revoca della delega a un’assessora e la rottura di un pezzo di maggioranza. Dichiarazioni pubbliche, accuse reciproche di slealtà, e ora persino un esposto in Procura per diffamazione. Ho scelto di non entrare nel merito di chi abbia torto o ragione — sul piano personale, credo che nessuno dei protagonisti sia realmente interessato a chiarirlo fino in fondo. Preferisco invece fermarmi su una domanda diversa, che mi pare più utile ai cittadini: che tipo di conoscenza sta guidando questo scontro? Per rispondere, mi sono fatto aiutare da uno strumento che può sembrare insolito per un intervento politico, ma che trovo sorprendentemente calzante: la teoria degli affetti di Baruch Spinoza». Lo afferma Antonello Cariglino, presidente dei circolo di Azione a Lamezia Terme.

La politica come immaginazione

Cariglino aggiunge: «Spinoza distingueva diversi modi di conoscere la realtà. Il più diffuso è l’immaginazione: una conoscenza confusa, fatta di impressioni immediate, di “chi mi ha fatto un torto” e “chi mi è ostile”, senza una reale comprensione delle cause profonde degli eventi. È il regno delle passioni non comprese — quelle che, per usare il linguaggio dell’Ethica, “ci posseggono” invece di essere da noi governate.

Guardando le ultime settimane, mi pare che lo scontro lametino abbia esattamente questa struttura: dichiarazioni sui social, accuse di slealtà, rivendicazioni di appartenenza, ritorsioni verbali. Ciascuna parte vive gli eventi come subiti dall’altra, senza che nessuno dei protagonisti si fermi davvero a interrogare le cause reali — che sono quasi sempre più complesse, e meno eroiche, di come vengono raccontate».

Bene e male come conseguenza, non come causa

Dice ancora Cariglino: «Un punto centrale della filosofia spinoziana è che bene e male non sono sostanze oggettive: sono conseguenze del rapporto tra un evento e la forza di chi lo vive. In politica questo si traduce in un rischio molto concreto, che vedo riprodursi in questa vicenda: ciò che viene presentato come “il bene della città” è troppo spesso, in realtà, ciò che aumenta il potere e la visibilità di una parte in causa — e viene giudicato buono proprio per questo motivo, non il contrario.

Non credo sia necessariamente malafede. È il meccanismo naturale per cui non desideriamo una cosa perché è buona, ma la giudichiamo buona perché la desideriamo. Il problema è quando questo meccanismo domina il dibattito pubblico: gli equilibri interni ai partiti, le rivendicazioni di poltrone e visibilità in vista di scadenze elettorali più ampie — regionali, nazionali — finiscono per essere rivestiti del linguaggio del “bene comune”, senza esserlo necessariamente».