{"id":7025,"date":"2016-02-26T13:07:53","date_gmt":"2016-02-26T11:07:53","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ilquindicinale.com\/?p=7025"},"modified":"2016-02-26T13:07:53","modified_gmt":"2016-02-26T11:07:53","slug":"il-corvo-imperiale-tra-spiccata-fedelta-e-grande-intelligenza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ilquindicinale.com\/sgf\/ambiente\/il-corvo-imperiale-tra-spiccata-fedelta-e-grande-intelligenza\/","title":{"rendered":"Il Corvo imperiale, tra spiccata fedelt\u00e0 e grande intelligenza!"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\">Nei lunghi inverni, sulle montagne calabre, dal Pollino, alla Sila e, fino all\u2019Aspromonte, spesso, mi \u00e8 capitato di perdere ore e ore di tempo, a osservare, quelle sagome nere, che in volo spensierato, stavano per dare seguito, a un progetto di vita, che in molti casi, sarebbe rimasto tale, per moltissimi anni a seguire. Se l\u2019intesa e la solidariet\u00e0, presente nelle molte coppie di corvi imperiali, pervadessero un po\u2019 pi\u00f9, sulla specie umana, forse, avremmo meno problemi nella nostra frenetica epoca. Voli in alta quota, picchiate improvvise, risalite e spettacolari acrobazie, ecco il fantastico rituale di corteggiamento, anche quando il freddo e la neve la fanno da padrone. Capisco bene che sembra un inutile e fuorviante discorso <em>retorico-sentimentale<\/em> ma, nel caso del Corvo imperiale <em>(Corvus corax),<\/em> grande uccello della famiglia dei Corvidi, tutto ci\u00f2 \u00e8 una solita realt\u00e0! <strong>Nel regno animale, la monogamia \u00e8 frequente in diverse specie, nel Corvo imperiale si materializza spesso, visto che, la coppia, che si forma gi\u00e0 in giovane et\u00e0, rester\u00e0 tale, fino alla morte di uno dei due coniugi.<\/strong> Un\u2019intesa di ferro, che dopo il gi\u00e0 citato corteggiamento, passa per la realizzazione del nido e, la continua manutenzione dello stesso, determinando un percorso unicamente condiviso, fatto di reciproco amore e fedelt\u00e0<strong>. Il Corvo imperiale ha un\u2019apertura alare che pu\u00f2 raggiungere e talvolta superare i 130 cm, lungo fino a 67 cm, pu\u00f2 arrivare a pesare fino a 1,5 kg. Con un bel piumaggio, interamente nero lucido, dotato di riflessi bluastri-verdi e lilla, ha una caratteristica esteriore, che certamente balza subito all\u2019occhio, questa \u00e8 rappresentata da un grosso e robusto becco. Sulla gola, sono presenti delle caratteristiche piume appuntite ed erettili, chiamate <em>\u201cbarbe\u201d<\/em>, che possono gonfiarsi e che l\u2019animale, utilizza per comunicare il proprio stato d\u2019animo. La silhouette di volo, appare abbastanza inconfondibile, in proporzione al corpo, essa \u00e8 descritta da ali lunghe e strette, con le primarie sporgenti digitate, a forma di <em>\u201cmano\u201d.<\/em> Altro aspetto esteriore classico, visibile specie in volo, \u00e8 la coda cuneiforme mentre la testa appare ben distinta, che sporge di fuori<\/strong>. Volteggia spesso, portando le ali piatte o appena abbassate, dalla lunga distanza, ci\u00f2 pu\u00f2 far cadere in confusione con un rapace, che per\u00f2, solitamente, porta le ali sollevate. Versi e richiami di allarme, anch\u2019essi inconfondibili, echeggiano sulle scogliere, nelle valli e sui monti dell\u2019Italia, la specie nidifica sulle Alpi e nella fascia prealpina, in gran parte dell\u2019Appennino Centrale e Meridionale, sul Gargano, in Toscana, in Sardegna e nella Sicilia, con un ampio areale vuoto, presente nella parte centro-settentrionale del Paese. <strong>In Italia, il Corvo imperiale \u00e8 una specie poco diffusa e localizzata, sebbene negli ultimi anni, stia avendo un trend positivo specie per la zona alpina e prealpina, con un totale di coppie nidificanti stimate, tra le 3.000 e le 6.000, in pratica lo 0,5 % della popolazione europea. In Calabria, vive un po\u2019 ovunque, prediligendo sicuramente le aree interne della regione, dal Pollino, alla Sila e fino all\u2019Aspromonte. Tra le zone calabresi, dove \u00e8 abbastanza diffuso, troviamo il Marchesato crotonese e la Sila, dove fino a pochi anni fa, esisteva, in modo stabile, una delle colonie pi\u00f9 consistenti d\u2019Italia, con anche fino a 250-300 esemplari. In provincia di Reggio Calabria, all\u2019interno del Parco Nazionale dell\u2019Aspromonte, Giuseppe Martino, segnala un <em>roost<\/em> (dormitorio) di almeno 400-450 individui, davvero un dato di straordinario interesse ornitologico, per la diffusione della specie nell\u2019intera penisola. Nel periodo invernale, in pi\u00f9 settori della regione, si avvistano gruppi numerosi di corvi imperiali.<\/strong> Sempre per quanto riguarda la Sila, a seguito della chiusura di una discarica autorizzata a cielo aperto, insistente tra i comuni di San Giovanni in Fiore (CS) e Caccuri (KR), i corvi di uno dei pi\u00f9 grossi gruppi stabili conosciuti, si sono dispersi, in altri territori, ma, agli inizi del 2016, ho localizzato un importante dormitorio, sempre nel comune di San Giovanni in Fiore (CS), ma in tutt\u2019altra zona, con circa 80-100 individui presenti. <strong>Come un po\u2019 tutti gli appartenenti alla famiglia dei <em>Corvidi<\/em>, sono dotati di una spiccata intelligenza, che in questo caso, \u00e8 stata ampiamente dimostrata da innumerevoli studi e sperimentazioni, alcune davvero disarmanti. Non \u00e8 una novit\u00e0, che questi uccelli, siano in grado di: <em>procurarsi strumenti a loro utili; risolvere problemi o esercizi complessi; sistemare alcune tipologie di cibo sulla strada, sfruttando ad esempio il passaggio degli automezzi, che frantumandoli, poi vengono consumati pi\u00f9 facilmente.<\/em><\/strong> Sulle alture della Sila, mi \u00e8 capitato anni fa di assistere a una delle tante innate prove di astuzia da parte dei corvi imperiali. Di primo mattino, sentivo un gran baccano, derivante da un vero e proprio sciame di corvi, che, con frenesia e con esibizioni del tutto singolari, svolazzavano, richiamando a chilometri, una certa attenzione. Avvicinatomi alla zona, dopo un paio d\u2019ore, ebbi modo di capire, che quei loro richiami d\u2019allarme, dei potenti, metallici e stridenti <em>\u201ccrac-crac-crac\u201d<\/em>, erano derivati, dalla presenza di una mucca, ormai priva di vita, in un vicino burrone. I pennuti, con quel loro modo di fare, stavano cercando di attirare l\u2019attenzione di lupi, cani o volpi, in modo tale, che fossero questi ultimi, ad aprire il banchetto, facilitando, in seguito, i corvi stessi, nell\u2019azione di nutrirsi delle parti interne, magari lasciate dai primi convenuti; verosimilmente, tutto ci\u00f2, in una chiara forma di <em>\u201creciproca convenienza\u201d<\/em> tra animali, di specie diverse. Sull\u2019intelligenza di questi animali, ci sarebbe davvero da perdere intere giornate, basterebbe assistere alle variegate rappresentazioni, di quelle che sono le infinite doti e virt\u00f9 possedute. Giova pure ricordare, un altro particolare aspetto del Corvo imperiale, cio\u00e8 quello che \u00e8 capace pure di imitare, in modo del tutto simile, la voce umana, diversi suoni e rumori, versi di altri uccelli o animali, finanche ripetere frasi complete, magari dopo averle ascoltate una sola volta! Se \u00e8 vero che sanno riconoscersi davanti a uno specchio, certamente \u00e8 una consuetudine, quella di richiamare, il partner che si \u00e8 allontanato, imitandone i versi, per noi umani magari del tutto uguali, ma certamente in realt\u00e0 diversi tra loro. <strong>Il Corvo imperiale, da sempre \u00e8 al centro di miti, leggende, culture e tradizioni popolari, della pi\u00f9 colorita e varia espressione, nel bene o nel male, quest\u2019animale, fin dai tempi antichi, \u00e8 oggetto di attenzione, da parte dell\u2019uomo. Il Corvo non \u00e8 un uccello portatore di sventura, come del resto non lo sono tutti gli altri animali, rapaci notturni in testa.<\/strong> Pur conducendo una vita solitaria o di coppia, quando vi sono le condizioni favorevoli, soprattutto legate alla disponibilit\u00e0 alimentare pu\u00f2 unirsi in colonie o gruppi, talvolta anche molto numerosi; sedentario, pu\u00f2 tuttavia compiere brevi spostamenti o migrazioni stagionali, specie riguardo alle avverse condizioni climatiche stagionali, vedi ad esempio, un forte e prolungato innevamento o lunghi periodi di siccit\u00e0. <strong>Molto territoriale, l\u2019ho visto, scacciare i grifoni sul Pollino, o i bianconi sulla Sila, magari scagliarsi pure contro un Capovaccaio nel Marchesato crotonese, quanto quest\u2019ultimo nidificava nella Valle del Vitravo.<\/strong> Ama costruire il nido, in luoghi selvaggi e ben riparati, ad esempio all\u2019interno di foreste, utilizzando gli alti alberi; pi\u00f9 frequentemente, nidifica in cengie rocciose, scarpate e dirupi, solitamente poco accessibili, naturalmente pure a picco sul mare. Non mancano le nidificazioni in zone antropizzate, ma ovviamente, dove il disturbo diretto \u00e8 comunque limitato. <strong>Il Corvo imperiale \u00e8 nella Lista Rossa dei vertebrati d\u2019Italia &#8211; IUCN, si tratta di una specie protetta dalla legge nazionale sulla tutela della fauna selvatica <em>(L. n. 157\/1992)<\/em> oltre che inserito in <em>appendice 3<\/em>, della Convenzione Internazionale di Berna, ratificata in Italia con la <em>L. n. 503\/1981<\/em>.<\/strong>\u00a0 Le principali minacce verso questo splendido pennuto, sono tutte di origine umana, come la trasformazione degli ambienti naturali, gli interventi invasivi o l\u2019arrampicata naturalistica sulle pareti dove \u00e8 solito nidificare, questi fattori, specialmente durante il periodo riproduttivo, possono essere particolarmente insidiosi e portare all\u2019insuccesso riproduttivo o addirittura all\u2019abbandono delle covate o dei pulcini nel nido, con ovvie conseguenze nefaste. Cavi di teleferiche, elettrodotti e fili sospesi per le valli, disegnano un rischio concreto di collisione accidentale, ma anche l\u2019uso di bocconi avvelenati o la persecuzione diretta, in quanto, erroneamente visti come animali nocivi, sono motivi di rarefazione della specie. In generale, nel Sud e nelle Isole, i corvi imperiali, pare stiano subendo un andamento negativo, derivato probabilmente da vari fattori antropici e dall\u2019abbandono delle campagne, specie da parte della pastorizia. In Calabria, nidifica in moltissime zone, dalla pianura alla montagna, in tutte le province, segnando comunque un trend positivo. Nel nostro Paese, pare abbia una tendenza stabile e una categoria di <strong><em>\u201cMinor preoccupazione \u2013 LC\u201d<\/em><\/strong> in riferimento, sempre, a quella famosa Lista Rossa italiana, redatta dall\u2019IUCN <em>(Unione Mondiale per la Conservazione della Natura).<\/em> <span style=\"color: #3366ff\"><strong>Gianluca Congi \u00a9<\/strong> <a style=\"color: #3366ff\" href=\"http:\/\/www.gianlucacongi.it\/\"><u>www.gianlucacongi.it<\/u><\/a><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><a href=\"http:\/\/www.meteoweb.eu\/2016\/01\/corvo-imperiale-spiccata-fedelta-grande-intelligenza\/619885\/\"><span style=\"color: #ff0000\"><em><strong>Articolo tratto da MeteoWeb.eu dove \u00e8 presente la gallery completa con tutte le foto sul Corvo imperiale <span style=\"text-decoration: underline\">&#8211; CLICCA QUI<\/span><\/strong> <\/em><span style=\"text-decoration: underline\">&#8211;<\/span> <\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nei lunghi inverni, sulle montagne calabre, dal Pollino, alla Sila e, fino all\u2019Aspromonte, spesso, mi \u00e8 capitato di perdere ore e ore di tempo, a osservare, quelle sagome nere, che in volo spensierato, stavano per dare seguito, a un progetto di vita, che in molti casi, sarebbe rimasto tale, per moltissimi anni a seguire. 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