{"id":7018,"date":"2016-02-22T22:01:03","date_gmt":"2016-02-22T20:01:03","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ilquindicinale.com\/?p=7018"},"modified":"2016-02-22T22:01:03","modified_gmt":"2016-02-22T20:01:03","slug":"il-lupo-e-cattivo-solo-nelle-favole","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ilquindicinale.com\/sgf\/ambiente\/il-lupo-e-cattivo-solo-nelle-favole\/","title":{"rendered":"Il Lupo \u00e8 cattivo solo nelle favole!"},"content":{"rendered":"<div id=\"attachment_7021\" style=\"width: 310px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"http:\/\/www.ilquindicinale.com\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/Gianluca-Congi-\u00a9-2.jpg\" rel=\"attachment wp-att-7021\"><img decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-7021\" class=\"size-medium wp-image-7021\" src=\"http:\/\/www.ilquindicinale.com\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/Gianluca-Congi-\u00a9-2-300x237.jpg\" alt=\"Un Lupo nei pressi di un casolare - Spezzano della Sila (CS), Parco Naz. della Sila - Foto Gianluca Congi \u00a9\" width=\"300\" height=\"237\" srcset=\"https:\/\/www.ilquindicinale.com\/sgf\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/Gianluca-Congi-\u00a9-2-300x237.jpg 300w, https:\/\/www.ilquindicinale.com\/sgf\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/Gianluca-Congi-\u00a9-2.jpg 700w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-7021\" class=\"wp-caption-text\">Un Lupo nei pressi di un casolare &#8211; Spezzano della Sila (CS), Parco Naz. della Sila &#8211; Foto Gianluca Congi \u00a9<\/p><\/div>\n<p><span style=\"color: #3366ff\"><strong><u>DOSSIER SPECIALE SUL LUPO IN ITALIA E IN SILA (CALABRIA).<\/u><\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Al chiaro di luna, l\u2019ululato del Lupo, rischia di spezzarsi, ancora una volta, per mano dell\u2019uomo padrone! Dopo oltre 40 anni, si torna a parlare di abbattimento di lupi. Il nuovo <em>\u201cPiano di conservazione e gestione del Lupo in Italia\u201d<\/em>, predisposto dal ministero dell\u2019Ambiente, in collaborazione con l\u2019Unione Zoologica Italiana e il supporto dell\u2019ISPRA, \u00e8 stato presentato il 17 febbraio scorso, per la discussione tecnica, al comitato paritetico della Strategia Nazionale per la Biodiversit\u00e0, dove siedono le amministrazioni centrali con le Regioni. <strong>Grazie alla levata di scudi, attuata in modo sinergico da parte delle principali associazioni ambientaliste e animaliste del Paese, vi \u00e8 stato il tanto atteso rinvio, nell\u2019attesa che possa essere valutato il tutto, senza alcuna fretta e con il rigore scientifico ma anche valutando le numerosissime criticit\u00e0, rispetto al grande conflitto uomo-animali selvatici, generato dalla nostra razza, che ora, cerca la strada pi\u00f9 semplice, tra cui la possibilit\u00e0 di derogare al divieto di uccisione, per un limite massimo di 60 lupi all\u2019anno, una scelta sbagliata, se si considera che la specie non \u00e8 del tutto al riparo dal pericolo d\u2019estinzione!<\/strong> Un recente studio condotto dall\u2019ISPRA, svelerebbe, il numero di lupi presenti in Italia, ma la cifra potrebbe essere sottostimata, oltre che imprecisa, in quanto, a oggi, nessuno conosce il reale numero di lupi in Italia! <strong>Secondo i dati degli esperti dell\u2019Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale, ci sarebbero tra i 1269 e i 1800 lupi, considerando il periodo di studio compreso tra il 2009 e il 2013.<\/strong> <strong>La distribuzione sarebbe di 57-89 lupi sull\u2019arco alpino, di ben 1037-1381 lungo l\u2019Appenino centro-settentrionale, con la Toscana (282-328 lupi) prima regione del Paese per presenza del carnivoro. Nell\u2019Appennino meridionale, la stima parlerebbe di 175-330 lupi, questa zona da sempre \u00e8 la storica roccaforte della specie, da dove non \u00e8 mai scomparsa, di fatti, le regioni Abruzzo, Campania, Basilicata e Calabria, hanno rappresentato il baluardo della salvezza per la specie in Italia, nessun Lupo, invece, nell\u2019Italia insulare.<\/strong> Un altro studio, nei cinque anni precedenti (2006-2011), parlava di meno di 1000 lupi, in dettaglio, un numero compreso tra i 600-800 esemplari, con un trend nettamente positivo, rispetto ai circa 100 esemplari degli anni \u201970, quando la specie stava per estinguersi, con i lupi, concentrati, tra i Monti Sibillini <em>(limite settentrionale)<\/em> e la Sila <em>(limite meridionale).<\/em> Nel 2015, durante i lavori di un importante convegno nazionale, \u00e8 stata divulgata la notizia che i lupi italiani, sarebbero tra i 1600 e i 1900 individui. Continuando a snocciolare i numeri, c\u2019\u00e8 un dato molto triste che emergerebbe, infatti, in Italia, si stima, che ancora oggi siano uccisi illegalmente, fino a 300 lupi l\u2019anno, una vergognosa mattanza, priva di alcuna giustificazione! <strong>Le lamentele pi\u00f9 grosse, \u00e8 un dato di fatto, provengono dal mondo della pastorizia. Non tutta la verit\u00e0 per\u00f2 \u00e8 detta, ad esempio, nella mia zona, molti pastori <em>(ovviamente non tutti),<\/em> sono soliti ispezionare i pascoli, comodamente seduti a bordo di lussuosi fuoristrada, nulla di male certo, ma non si scomodano pi\u00f9 di tanto, se poi le greggi vanno ovunque, senza alcun controllo! Danni alle propriet\u00e0 private e incidenti stradali non sono roba rara purtroppo, non dimenticando che in Calabria, vi \u00e8 anche il grave fenomeno del pascolo abusivo, che spesso miete altrettante vittime umane! Durante le transumanze, molti cani posti a guardia del bestiame, sono letteralmente abbandonati in montagna, immaginate voi il resto. Vorrei capire e\/o sapere quanti di questi cani, siano iscritti regolarmente all\u2019anagrafe canina e quanti di essi abbiano il prescritto microchip, \u00e8 mai stato attuato un controllo a tappeto presso tutti gli allevamenti, per verificare se su quest\u2019aspetto non vi siano state violazioni? A Roma, risulterebbe che, da ben venticinque anni che \u00e8 in vigore, la legge quadro sulla prevenzione del randagismo <em>(L. 281\/1991), <\/em>sia stata ampiamente disattesa, con il fenomeno dei \u201ccani vaganti\u201d e spesso rinselvatichiti <em>(questi ultimi non hanno alcuna paura dell\u2019uomo) <\/em>ormai fuori di ogni controllo!<\/strong> Tempo fa, un pastore mi confess\u00f2 che i cani di un collega, lasciati digiuni a causa di una nevicata, avevano sbranato tutte le capre, chiss\u00e0 se poi la colpa \u00e8 stata addossata sui lupi! Il pascolo brado e semibrado esiste dagli albori, come l\u2019alpeggio del resto, verissimo, ma non dobbiamo dimenticare che ci sono molti sistemi di controllo che oggi possono essere messi in campo e che sono stati attuati da molti pastori sensibili <em>(per fortuna c\u2019\u00e8 ne sono tanti)<\/em> con risultati positivi <em>(recinzioni elettrificate o cani da pastore addestrati)<\/em>. <strong>Sempre restando in tema e in Calabria, un altro esempio di cattiva fama, \u00e8 quello accaduto qualche anno addietro, quando, una legge regionale, consentiva, il risarcimento dei capi di bestiame persi a causa proprio del Lupo; qualcuno, a un certo punto, si accorse che i lupi in Calabria erano poche decine di esemplari, eppure i capi di bestiame grosso e minuto denunciati come morti a seguito di attacchi da Lupo o canidi, erano stati a migliaia in un breve periodo! Un\u2019inchiesta della magistratura contabile, evidenzi\u00f2 subito, l\u2019immensa discrepanza, oggi quella legge non risarcisce pi\u00f9, e non certo a causa del <em>Canis lupus<\/em>, visto che per l\u2019ennesima volta, l\u2019uomo, ha dimostrato di essere il vero protagonista della truffa!<\/strong> Vorrei ricordare un singolare caso, il primo in Italia, portato alla luce grazie alla bravura dei poliziotti della Polizia Provinciale di Genova, quando, da una collana di denti di lupi, portata addosso da un pastore, grazie al DNA, si riusc\u00ec a scoprire che per realizzare quel macabro accessorio, c\u2019erano voluti ben sei lupi, tre maschi e tre femmine, di cui due, trovati morti ammazzati nel genovese, nel 2007. Le indagini scoprirono presto, che il serial killer dei lupi, era dedito al bracconaggio. L\u2019uomo, in seguito condannato, era stato beneficiario d\u2019indennizzi da parte della provincia, per la predazione di pecore di sua propriet\u00e0! <strong>Il mondo venatorio, invece, dovrebbe vedere nel Lupo un alleato naturale verso animali fuori controllo come i cinghiali, del resto, il vero cacciatore non \u00e8 l\u2019uomo, giacch\u00e9 ci sono i predatori che costituiscono un ruolo ecologico fondamentale, e non hanno bisogno di alcun porto d\u2019armi!<\/strong> Nell\u2019estremo Meridione, dal Pollino, passando per la Sila e fino all\u2019Aspromonte, i lupi sono ancora barbaramente uccisi. C\u2019\u00e8 un nemico silenzioso che miete illustri abitanti della foresta, oppure pi\u00f9 semplicemente poveri animali come le volpi o le faine, ammazza senza far rumore, lontano dagli occhi indiscreti, ecco perch\u00e9, il pericolo numero uno \u00e8 il veleno!\u00a0A questa grave minaccia si aggiungono i colpi di fucile, i lacci e le trappole, molto pi\u00f9 raramente qualche incidente stradale, come avvenne qualche anno addietro a San Nicola (Serra Pedace), ma gli episodi, in Sila, sarebbero fermi a tre, almeno negli ultimi sedici anni. I rischi concreti, non finiscono qui, c\u2019\u00e8 soprattutto l\u2019ibridazione con i cani rinselvatichiti, che rappresenta un non indifferente problema, sia per la purezza genetica della specie sia per il sempre difficile rapporto con l\u2019uomo, come gi\u00e0 detto, il cane non ha paura dell\u2019uomo, il Lupo s\u00ec e pure tanto! <strong>Ritornando alla Sila, la montagna dei lupi per antonomasia, da epoche immemorabili rifugio per la specie, soprattutto quando il buio era calato su quest\u2019affascinante predatore.<\/strong> <strong>Per anni sono andato nelle mille contrade di questo splendido altipiano, il pi\u00f9 vasto d\u2019Europa, con l\u2019intento di cercare di capire questo fenomeno, per anni ho cercato i lupi vivi o morti, spesso occorrevano molti giorni, per verificare una segnalazione attendibile! <\/strong>Ancora oggi, giungono notizie in parte veritiere, su lupi uccisi un po\u2019 ovunque, la Sila \u00e8 grande, tre province e decine di comuni, aree impenetrabili rese ancor pi\u00f9 ostili dall\u2019omert\u00e0 che ruota attorno a questa come alle altre problematiche legate alla difficile convivenza tra uomo e natura!<strong> Nel 2006 sembrava uno scherzo, c\u2019era invece un grande Lupo maschio, morto a due passi dalla strada che porta a Lorica, nel cuore del Parco Nazionale della Sila.<\/strong> <strong>Assieme al Corpo Forestale di San Giovanni in Fiore, riuscimmo a trovare la carcassa del povero animale, dopo ore d\u2019interminabili ricerche tra le chiazze di neve.<\/strong> Il povero Lupo, giaceva tristemente morto, la carcassa, oggi \u00e8 conservata e visibile presso il Museo del Centro Natura del Parco Nazionale della Sila con sede al Cupone sulle rive del lago Cecita; era un animale straordinario, ucciso probabilmente da quei pezzi di carne rinvenuti nelle vicinanze, ancora una volta lo spettro del veleno, ne segu\u00ec la denuncia all\u2019autorit\u00e0 giudiziaria, il Lupo \u00e8 una specie particolarmente protetta dalla Legge, lo \u00e8 diventata negli anni \u201970, dopo la grande persecuzione, grazie soprattutto alle campagne del WWF Italia, che con l\u2019<em>\u201doperazione San Francesco\u201d,<\/em> lanci\u00f2 il grido d\u2019allarme per un\u2019accorata tutela del <em>Canis lupus.<\/em> <strong>Ricordo che per una settimana intera, girai sul Montenero, una delle aree pi\u00f9 selvagge della Sila, ero in cerca di due lupi morti ed impiccati che qualcuno sembrava avesse visto mentre era intento alla ricerca di funghi, ritrovai solo una sospetta scia di sangue, poich\u00e9 qualcuno accortosi della mia presenza, aveva fatto sparire prima del mio arrivo le carcasse degli animali uccisi!<\/strong> Un freddo pomeriggio di alcuni anni fa, ritrovai sul versante orientale della Sila, un cumulo di carne e pellame abbandonato nel bosco, una zona ad almeno venti chilometri dalla casa pi\u00f9 vicina, d\u2019inverno poi, la segnalai subito al comando forestale competente nella zona. <strong>A Campo di Manna, nel comune di San Giovanni in Fiore, un cacciatore mi disse di aver notato un grande cane morto. Riusc\u00ec a trovare la carcassa solo alcuni giorni dopo, si trattava di una grande lupa femmina, di cui non restava che il pelo e parte dello scheletro giacch\u00e9 le volpi e i cinghiali avevano fatto il resto.<\/strong> A pi\u00f9 di cento metri ritrovammo il cranio integro; un campione di pelo e il cranio furono prelevati sul posto da alcuni esperti con la collaborazione del Centro Recupero Animali Selvatici di Rende (Cs), solo alcuni giorni dopo mi confermarono che di vero Lupo si trattava; la carcassa quando venne vista integra, non aveva fori o segni di violenza, per cui un altro caso sospetto di presunto avvelenamento! <strong>Sulla Sila Piccola diversi anni fa accadde una vera mattanza, otto lupi uccisi in un unico evento, ci fu tanto clamore per la notizia ma poi tutto come prima o peggio di prima<\/strong>. Il grido del Lupo assassino, un atavico odio che dura da epoche antichissime, l\u2019uomo padrone contrapposto al selvaggio animale da sempre dipinto come orribile e famelico: leggende nostrane raccontano che sulla Sila crotonese, agli inizi del \u2018900, una mamma lasci\u00f2 la figlioletta ancora in fasce, da sola e ai bordi di un fiume, al ritorno non trov\u00f2 pi\u00f9 la piccola, che fu ritrovata sbranata, in seguito; si racconta che inizi\u00f2 una caccia spietata, perch\u00e9 colpevole di quella sventura poteva essere solo lui, il Lupo! Nessun testimone, nessuna traccia o segno certo che fosse stato il povero mammifero, eppure di questi casi, la storia popolare \u00e8 pregna. <strong>Una delle vittime pi\u00f9 illustri dei lupi della Sila, fu quel Milone di Crotone, grande atleta della Magna Grecia, che fidandosi delle sue capacit\u00e0 fisiche, cerc\u00f2 di aprire un ceppo di legno con la sola forza delle mani, rimanendovi intrappolato, leggenda narra che fu sbranato dalle fiere proprio dai famelici lupi, una bella favola!<\/strong> Peccato che nella realt\u00e0 non vi \u00e8 alcun caso realmente e chiaramente documentato qui da noi, chi scrive \u00e8 stato testimone di pi\u00f9 incontri tra lupi e umani, d\u2019inverno come d\u2019estate, eppure se ne sono sempre andati per la loro strada, anche quando erano in branco! <strong>A San Giovanni in Fiore, nel dopoguerra, il <em>\u201cluparo\u201d<\/em> era una figura nota e quasi venerata dalle genti di montagna, quest\u2019uomo andava a caccia di lupi, quando ne uccideva uno, si faceva festa, lo portava ben in vista con un corteo per le vie della cittadina silana e, per il fiero gesto, riceveva in cambio tanti doni e regali da parte della popolazione, in segno della pi\u00f9 grande imbecillit\u00e0 umana!<\/strong> <strong>Tanti anni fa, sempre in alcuni paesi interni della Sila, ai bambini che nascevano la notte tra il 24 e il 25 dicembre, si doveva fare uno speciale rito, altrimenti sarebbero diventati lupi mannari!<\/strong> Il Lupo della Sila \u00e8 stato reso celebre da film e da blasoni di societ\u00e0 sportive ma ahim\u00e8 da sempre \u00e8 l\u2019emblema dell\u2019odio. La favola di Cappuccetto rosso \u00e8 un triste stravolgimento della realt\u00e0, per ogni Lupo del mondo. <strong>Moltissimo ha fatto il vecchio Parco Nazionale della Calabria (ora della Sila) che sul Lupo ha investito parecchio, dal principale motivo d\u2019istituzione dell\u2019area protetta, al logo del parco, al ripopolamento di prede (Capriolo e Cervo) al fine di ricostruire la catena alimentare e facilitare perci\u00f2 la radicazione del Lupo, a finire ad alcuni cartelli che recitavano <em>\u201cIl Lupo \u00e8 cattivo solo nelle favole\u201d.<\/em><\/strong> Sfatiamo un\u2019altra leggenda popolare, ancora oggi in auge, nessun Lupo \u00e8 stato reintrodotto n\u00e9 in Calabria n\u00e9 in Italia, gli unici esemplari liberati erano animali ritrovati feriti e, per questo curati e ridonati alla libert\u00e0! Il Lupo \u00e8 un animale protetto dalla legge, un selvatico fantastico, innocuo, da proteggere per il nostro delicato ecosistema e per le generazioni future, \u00e8 nostro dovere infondere la cultura del rispetto verso ci\u00f2 che rappresenta la massima espressione di libert\u00e0, di naturalit\u00e0 e di vita. <strong>Il vero padrone dei boschi \u00e8 lui, il re Lupo, che adesso vogliono nuovamente scacciare dal suo regno, chi siamo noi, per fare tutto questo?<\/strong><\/p>\n<p><span style=\"color: #3366ff\"><strong>Gianluca Congi \u00a9 \u2013 <\/strong><a style=\"color: #3366ff\" href=\"http:\/\/www.gianlucacongi.it\/\"><strong><u>www.gianlucacongi.it<\/u><\/strong><\/a><\/span><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.meteoweb.eu\/2016\/02\/il-lupo-e-cattivo-solo-nelle-favole-dossier-speciale-sul-lupo\/639436\/\"><strong><em><span style=\"color: #ff0000\">Articolo gi\u00e0 pubblicato e tratto da MeteoWeb.eu (dov&#8217;\u00e8 presente la gallery completa, con le foto del Lupo) &#8211; CLICCA QUI &#8211;<\/span> <\/em><\/strong><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>DOSSIER SPECIALE SUL LUPO IN ITALIA E IN SILA (CALABRIA). 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