{"id":17590,"date":"2025-03-02T09:12:16","date_gmt":"2025-03-02T09:12:16","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ilquindicinale.com\/sgf\/?p=17590"},"modified":"2025-03-02T09:12:16","modified_gmt":"2025-03-02T09:12:16","slug":"comunicato-stampa-via-rasella-attraverso-gli-occhi-di-ritanna-armeni-quando-la-storia-diventa-racconto-umano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ilquindicinale.com\/sgf\/cultura\/comunicato-stampa-via-rasella-attraverso-gli-occhi-di-ritanna-armeni-quando-la-storia-diventa-racconto-umano\/","title":{"rendered":"COMUNICATO STAMPA    Via Rasella attraverso gli occhi di Ritanna Armeni: quando la storia diventa racconto umano"},"content":{"rendered":"<p><strong>COMUNICATO STAMPA<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Via Rasella attraverso gli occhi di Ritanna Armeni: quando la storia diventa racconto umano<\/strong><\/p>\n<p><em>Successo di pubblico, ieri sera alla Feltrinelli di Cosenza, per la presentazione del libro di Ritanna Armeni \u201cA Roma non ci sono le montagne. il romanzo di via Rasella: lotta, amore e libert\u00e0\u201d. Organizzato dalla Fondazione Premio Sila, all&#8217;incontro hanno partecipato l\u2019avvocato Enzo Paolini, presidente della Fondazione, e Gemma Cestari, direttrice del Premio, che hanno dialogato con la scrittrice come vecchi compagni di viaggio per raccontare una storia italiana molto difficile e controversa\u2026<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Cosenza, 01 marzo 2025<\/strong> &#8211; Un evento di grande spessore culturale. \u00c8 stato questo la presentazione del libro <em>&#8220;A Roma non ci sono le montagne. Il romanzo di via Rasella: lotta, amore e libert\u00e0&#8221;<\/em> di <strong>Ritanna Armeni<\/strong>, pubblicato nella Collana Scrittori da Ponte alle Grazie. Organizzata dalla <strong>Fondazione Premio Sila<\/strong>, ieri sera alla libreria Feltrinelli di Cosenza, la serata ha visto la partecipazione della stessa autrice, che ha dialogato con il presidente della Fondazione, l\u2019avvocato <strong>Enzo Paolini<\/strong>, e la direttrice del Premio, <strong>Gemma Cestari<\/strong>.<\/p>\n<p>In un\u2019atmosfera di riflessione, il pubblico ha potuto immergersi nelle pagine del romanzo che racconta uno degli episodi pi\u00f9 emblematici e controversi della Resistenza italiana: l\u2019attentato di via Rasella del 23 marzo 1944. <strong>Ritanna Armeni ha saputo restituire non solo i fatti storici ma anche l\u2019umanit\u00e0 dei giovani partigiani<\/strong> che vi presero parte, trasformandoli da semplici simboli a figure tridimensionali, con le loro fragilit\u00e0, determinazioni e dilemmi morali.<\/p>\n<p>\u00ab<em>La storia del \u201cragazzi di Via Rasella\u201d<\/em> \u2013 ha evidenziato <strong>Gemma Cestari<\/strong> &#8211; <em>rappresenta ancora un tassello di un\u2019opera complessiva e unitaria, una sorta di \u201cscrittura parallela\u201d della storia del Novecento che l\u2019autrice ha iniziato con la sua prima opera dedicata alla rivoluzionaria Inessa Armand e che ha continuato negli altri romanzi raccontando le vicende di personaggi e storie che la Storia ufficiale ha trascurato. Attraverso il punto di vista di donne uomini appassionati e innamorati della libert\u00e0, ci ha fatto conoscere le dinamiche reali dei movimenti storici, come solo la buona letteratura pu\u00f2 fare<\/em>\u00bb.<\/p>\n<p><strong>IL ROMANZO E I SUOI TEMI<\/strong><\/p>\n<p>La discussione ha messo in luce la grande capacit\u00e0 del libro di restituire un\u2019immagine autentica della Resistenza romana. Armeni d\u00e0 voce ai protagonisti dell\u2019azione partigiana \u2013 ragazze e ragazzi come Carla Capponi, Rosario Bentivegna e Mario Fiorentini \u2013 indagandone le motivazioni profonde, i sacrifici personali e le vite quotidiane fatte di letture, amori e ideali. Attraverso una narrazione avvincente e ricca di dettagli, l\u2019autrice porta il lettore nel cuore pulsante di quel giorno cruciale. Esplora i caratteri dei suoi protagonisti con precisione giornalistica: <strong>Rosario Bentivegna,<\/strong> lo spazzino studente di medicina con le poesie di Montale in tasca. <strong>Mario Fiorentini<\/strong>, brillante matematico che abbandon\u00f2 gli studi per unirsi alla Resistenza. E tanti altri giovani che scelsero di opporsi all\u2019occupazione nazista con coraggio e determinazione. La narrazione non si limita a celebrare le loro azioni ma stimola una riflessione profonda sulle difficolt\u00e0 di vivere in un contesto storico cos\u00ec complesso e sulle conseguenze delle loro scelte.<\/p>\n<p>\u00ab<em>\u00c8 un&#8217;opera che pu\u00f2 provocare sofferenza perch\u00e9 mostra come spesso i grandi valori possano essere dimenticati, messi da parte o occultati<\/em>\u00bb &#8211; ha evidenziato <strong>Ritanna Armeni<\/strong>. \u00ab<em>Allo stesso tempo, \u00e8 un libro fondamentale perch\u00e9 parla di giovani che vivevano con assoluta coerenza tra idee e azioni. Erano ragazzi che desideravano la libert\u00e0 e per essa hanno combattuto fino a rischiare la propria vita &#8211; sfidare l&#8217;esercito tedesco nel 1944 non era certo un&#8217;impresa da poco\u00bb<\/em>.<\/p>\n<p>\u00ab<em>Questi giovani hanno molto da insegnare anche oggi, non solo alle nuove generazioni: l&#8217;importanza di avere valori, principi e sentimenti giusti, ma soprattutto la necessit\u00e0 di metterli in pratica. Loro lo hanno fatto nel modo pi\u00f9 radicale, con una militanza fortissima, mettendo a rischio la vita in quella che \u00e8 stata la pi\u00f9 grande azione partigiana nell&#8217;Europa occupata dai nazisti<\/em>\u00bb &#8211; ha sottolineato Armeni.<\/p>\n<p><strong>UN DIBATTITO SULLA MEMORIA COLLETTIVA<\/strong><\/p>\n<p><strong>Durante l\u2019incontro \u00e8 emerso anche il legame tra l\u2019attentato di via Rasella e la strage delle Fosse Ardeatine<\/strong>, spesso raccontato attraverso una narrazione che ha attribuito corresponsabilit\u00e0 ai partigiani. \u00ab<em>Ho voluto scrivere questo libro perch\u00e9 racconta una storia che si \u00e8 cercato di dimenticare<\/em>\u00bb \u2013 ha detto Ritanna Armeni. \u00ab<em>L&#8217;orrore delle Fosse Ardeatine ha paradossalmente oscurato l&#8217;azione di via Rasella, e questi giovani partigiani sono stati a lungo emarginati dalla memoria collettiva, se non addirittura considerati in qualche modo responsabili dell&#8217;atrocit\u00e0 nazista. Ho voluto ridare loro voce, raccontando le loro storie, le motivazioni che li spinsero a compiere quell&#8217;azione e come vivessero la loro quotidianit\u00e0 da partigiani nella Roma occupata<\/em>\u00bb.<\/p>\n<p>Ritanna Armeni affronta questo tema con delicatezza ma fermezza, cercando di restituire dignit\u00e0 e verit\u00e0 storica ai protagonisti dell\u2019episodio. La sua analisi si inserisce in un dibattito pi\u00f9 ampio sulla memoria collettiva italiana, sull\u2019importanza di non dimenticare e sulla necessit\u00e0 di rileggere la Storia con uno sguardo critico ma empatico.<\/p>\n<p>\u00ab<em>La forza del lavoro di Ritanna Armeni<\/em> &#8211; ha sottolineato l&#8217;avvocato Paolini durante la presentazione &#8211; <em>sta nella capacit\u00e0 di trasformare quelle che per molti sono solo pagine di storia in un racconto vivo e pulsante. Il suo romanzo ci consente di vedere in profondit\u00e0 le motivazioni che spinsero quei giovani a rischiare tutto per un ideale di libert\u00e0. \u00c8 un&#8217;operazione culturale necessaria, soprattutto in un&#8217;epoca in cui la complessit\u00e0 di quegli eventi viene spesso banalizzata<\/em>\u00bb. In una discussione serrata e appassionante, che ha coinvolto anche i presenti, il Presidente Paolini si \u00e8 soffermato sulle questioni etiche e di diritto che per anni hanno accompagnato e distorto l\u2019azione dei giovani del GAP, e ha sottolineato le contraddizioni irrisolvibili, anche rispetto all\u2019attualit\u00e0, del diritto di guerra.<\/p>\n<p><strong>UNA SERATA DI SUCCESSO<\/strong><\/p>\n<p>L\u2019evento si \u00e8 concluso con un caloroso applauso del pubblico presente, che ha apprezzato sia la profondit\u00e0 dei temi trattati sia la capacit\u00e0 dell\u2019autrice di coinvolgere emotivamente i lettori attraverso una scrittura intensa e appassionata. La Fondazione Premio Sila si conferma ancora una volta promotrice di cultura e memoria storica, offrendo alla citt\u00e0 di Cosenza un\u2019occasione preziosa per riflettere su temi fondamentali per comprendere il nostro passato e costruire il futuro.<\/p>\n<p>Ritanna Armeni lascia cos\u00ec un segno indelebile nei cuori dei presenti, ricordando che la Storia non \u00e8 fatta solo dai grandi eventi ma anche dalle scelte coraggiose degli individui che vi prendono parte.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>*******<\/p>\n<p><strong>Tre domande a Ritanna Armeni<\/strong><\/p>\n<p><em>Abbiamo voluto approfondire ulteriormente alcuni dei temi del libro con la sua autrice\u2026<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Nel romanzo &#8220;A Roma non ci sono le montagne&#8221;, la ricostruzione dell&#8217;attentato di via Rasella e delle Fosse Ardeatine si intreccia con le vicende personali dei partigiani. Come ha bilanciato l&#8217;aderenza ai fatti storici con la libert\u00e0 narrativa necessaria a restituire l&#8217;umanit\u00e0 dei protagonisti?<\/strong><\/p>\n<p><em>\u00c8 stata un&#8217;operazione complessa, ma essenziale per il mio obiettivo. Credo fermamente che non si possano comprendere gli avvenimenti storici senza cogliere i sentimenti di coloro che li hanno vissuti. In &#8220;A Roma non ci sono le montagne&#8221; ho cercato di costruire, attorno a un evento straordinario come l&#8217;azione di via Rasella &#8211; la pi\u00f9 grande operazione partigiana nell&#8217;Europa occupata dai nazisti &#8211; un racconto che restituisse la vita e i sentimenti di quei ragazzi che compirono un&#8217;azione tanto coraggiosa quanto determinante.<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Le fonti archivistiche e memorialistiche hanno imposto limiti alla sua immaginazione letteraria o, al contrario, l&#8217;hanno stimolata?<\/strong><\/p>\n<p><em>Ho sempre ritenuto che la storia e la realt\u00e0 siano infinitamente pi\u00f9 sorprendenti della pi\u00f9 fervida immaginazione. La realt\u00e0, se sappiamo interpretarla correttamente, offre spunti narrativi incredibili. Quando scrivo, non faccio particolare affidamento sulla fantasia, preferisco scavare in profondit\u00e0 nei fatti. E scavando, scopro sempre elementi straordinari che nessuna invenzione potrebbe eguagliare. La mia fantasia risulta sempre pi\u00f9 modesta rispetto alla ricchezza delle storie che emergono dalla ricerca storica.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><strong>Esiste una linea di continuit\u00e0 tra le partigiane e le leader contemporanee?<\/strong><\/p>\n<p><em>Temo di no, purtroppo. La politica \u00e8 profondamente cambiata, cos\u00ec come sono cambiate le donne. Tuttavia, mi augurerei che qualcosa sia rimasto, che ci sia una continuit\u00e0 almeno parziale. Le partigiane incarnavano principi forti di autonomia e una straordinaria capacit\u00e0 di vivere la propria vita fino in fondo, mettendola persino a rischio quando necessario. Mi piacerebbe molto che questi valori si manifestassero, pur in forme diverse, anche nelle donne che fanno politica oggi.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p>*******<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>LA SCHEDA DEL LIBRO<\/strong><\/p>\n<p><strong>Ritanna Armeni, <\/strong>A Roma non ci sono le montagne. Il romanzo di via Rasella: lotta, amore e libert\u00e0<strong>, Collana Scrittori \u2013 Ponte alle Grazie<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Uno spazzino gioviale che spinge il suo carretto. Una ragazza semplice ma elegante, con la borsa della spesa e un impermeabile sul braccio. Un giovane uomo, l&#8217;aria assorta, la cartella di pelle, forse un professore. Una Mercedes, scura e silenziosa come l&#8217;ufficiale tedesco seduto sul sedile posteriore. Una compagnia di soldati che marcia cantando. Perch\u00e9 nel 1944 le compagnie naziste cantano sempre quando attraversano Roma. In quei pochi metri, in quei secondi di trepidazione e attesa passa la Storia. E le storie dei singoli individui che formano i Gruppi di azione patriottica, fondati qualche mese prima contro l&#8217;occupante tedesco. Per lo pi\u00f9 ragazzi borghesi, spesso universitari, che si tramutano in Banditen, capaci di sparare e di sparire, di colpire il nemico ogni giorno, senza dargli tregua. In quel breve \u2013 e infinito \u2013 pomeriggio di primavera, dove passato e presente si intrecciano, c&#8217;\u00e8 chi si prepara e chi viene sorpreso, chi muore e chi sopravvive, chi scappa e chi ritorna. E c&#8217;\u00e8 anche chi, sui corpi dei 33 tedeschi uccisi, firma la condanna a morte di 335 italiani.<\/p>\n<p>Ritanna Armeni, con l&#8217;intelligenza di chi vuole comprendere, e ricordare, conduce i lettori in via Rasella e mette in scena uno degli episodi pi\u00f9 emblematici della Resistenza romana.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>*******<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Ritanna Armeni<\/strong><\/p>\n<p>Giornalista e scrittrice, ha lavorato a <em>Rinascita, il Manifesto, l&#8217;Unit\u00e0, Liberazione<\/em>. Capo ufficio stampa di Fausto Bertinotti, \u00e8 stata per quattro anni conduttrice di <em>Otto e mezzo <\/em>insieme a Giuliano Ferrara. Ha pubblicato \u201cDi questo amore non si deve sapere\u201d (2015), vincitore del Premio Comisso; \u201cUna donna pu\u00f2 tutto\u201d (2018); \u201cMara. Una donna del Novecento\u201d (2020), vincitore del Premio Minerva; \u201cPer strada \u00e8 la felicit\u00e0\u201d (2021); \u201cIl secondo piano\u201d (2023), tutti usciti per Ponte alle Grazie.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>COMUNICATO STAMPA &nbsp; Via Rasella attraverso gli occhi di Ritanna Armeni: quando la storia diventa racconto umano Successo di pubblico, ieri sera alla Feltrinelli di Cosenza, per la presentazione del libro di Ritanna Armeni \u201cA Roma non ci sono le montagne. il romanzo di via Rasella: lotta, amore e libert\u00e0\u201d. Organizzato dalla Fondazione Premio Sila, [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":6,"featured_media":17591,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_et_pb_use_builder":"","_et_pb_old_content":"","_et_gb_content_width":"","footnotes":""},"categories":[947],"tags":[],"class_list":["post-17590","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-cultura","et-has-post-format-content","et_post_format-et-post-format-standard"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.ilquindicinale.com\/sgf\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/17590","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.ilquindicinale.com\/sgf\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.ilquindicinale.com\/sgf\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ilquindicinale.com\/sgf\/wp-json\/wp\/v2\/users\/6"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ilquindicinale.com\/sgf\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=17590"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.ilquindicinale.com\/sgf\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/17590\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":17592,"href":"https:\/\/www.ilquindicinale.com\/sgf\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/17590\/revisions\/17592"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ilquindicinale.com\/sgf\/wp-json\/wp\/v2\/media\/17591"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.ilquindicinale.com\/sgf\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=17590"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ilquindicinale.com\/sgf\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=17590"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ilquindicinale.com\/sgf\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=17590"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}