{"id":17214,"date":"2024-11-17T16:00:05","date_gmt":"2024-11-17T16:00:05","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ilquindicinale.com\/sgf\/?p=17214"},"modified":"2024-11-17T16:00:05","modified_gmt":"2024-11-17T16:00:05","slug":"comunicato-stampa-jonathan-coe-incanta-cosenza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ilquindicinale.com\/sgf\/cultura\/comunicato-stampa-jonathan-coe-incanta-cosenza\/","title":{"rendered":"Comunicato Stampa    Jonathan Coe incanta Cosenza"},"content":{"rendered":"<p><strong><u>Comunicato Stampa<\/u><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Jonathan Coe incanta Cosenza<\/strong><\/p>\n<p><em>Ospite della Fondazione Premio Sila, il geniale scrittore inglese ha presentato il suo ultimo romanzo, \u201cLa prova della mia innocenza\u201d, a Palazzo Arnone davanti a un pubblico numerosissimo e attento. Cosenza \u00e8 stato l\u2019unica tappa nel Centro-Sud dell\u2019autore, e tra le quattro italiane<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u00c8 stata un\u2019esperienza letteraria appassionante, quella di ieri sera a Palazzo Arnone. Con il pubblico delle grandissime occasioni che ha entusiasmato anche il protagonista dell\u2019evento, il geniale scrittore inglese <strong>Jonathan Coe<\/strong>, <u>ospite della Fondazione Premio Sila, per presentare il suo ultimo romanzo, \u201cLa prova della mia innocenza\u201d<\/u>. \u201c<em>Mi piace molto venire in Italia \u2013 ha esclamato Coe \u2013 perch\u00e9 gli italiani sono sempre cos\u00ec accoglienti, appassionati e riescono a cogliere i diversi aspetti della mia scrittura, il lato umoristico, ma anche la narrazione pi\u00f9 profonda<\/em>\u201d.<\/p>\n<p>Ad accogliere Jonathan Coe, il presidente della Fondazione Premio Sila, l\u2019avvocato Enzo Paolini che lo ha ringraziato per la sua presenza nel capoluogo bruzio, unica tappa del Centro-Sud e tra le quattro italiane.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Tanti rifiuti a inizio carriera<\/strong><\/p>\n<p>Agente letterario, <strong>Marco Vigevani<\/strong> ha dialogato insieme a Coe del libro ma anche degli inizi della sua carriera, non proprio esaltanti. \u201c<em>Ho iniziato a scrivere dall&#8217;et\u00e0 di sei sette anni<\/em> \u2013 ha raccontato lo scrittore \u2013 <em>e a undici ecco il mio primo libro di 150 pagine. E da allora non mi sono mai fermato. Il mio primo romanzo \u00e8 stato pubblicato dopo una serie di sconfitte. Avevo 15 anni. Prima, avevo scritto dei libri tremendi. La prima pubblicazione vera e propria, importante, a 25 anni, ma avevo gi\u00e0 subito circa dieci anni di rifiuti, di storie, racconti, romanzi che resteranno per sempre sepolti nella mia casa. Non li vedr\u00e0 nessuno<\/em>\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Il rapporto con le nuove generazioni<\/strong><\/p>\n<p>In \u201cLa prova della mia innocenza\u201d, Jonathan Coe esplora le dinamiche della famiglia, quelle tra genitori e figli. E in questo caso, <strong>l\u2019elemento autobiografico ha forti e caratterizzanti connotati<\/strong>. \u201c<em>In questo mio ultimo libro<\/em> \u2013 ha osservato \u2013 <em>volevo soffermarmi e mostrare la netta separazione tra la mia generazione, la generazione dei sessantenni e i nostri figli. Tutti ricordiamo quali fossero i nostri pensieri e le nostre emozioni rispetto ai nostri genitori. Non ci capiscono, ci dicono cosa dobbiamo fare. Noi invece non saremo cos\u00ec, saremo diversi. Ma io ho delle figlie ventenni e nonostante questo vedo che c&#8217;\u00e8 comunque una differenza, perch\u00e9 in ogni caso dobbiamo anche parlare di disciplina. Sebbene ci proponevamo di non essere come i nostri genitori, in alcuni momenti finiamo per ricadere nel loro stesso calco. E questo gap generazionale \u00e8 diventato ancora pi\u00f9 profondo, ancora pi\u00f9 doloroso dal 2016, dopo il referendum sulla Brexit, perch\u00e9 c&#8217;erano delle prospettive talmente diverse che hanno portato a risultati molto lontani da quelle che erano le aspettative dei giovani. In pratica i sessantenni o la generazione persino pi\u00f9 anziane volevano abbandonare l&#8217;Europa, mentre ventenni e trentenni erano pronti a rimanere. Erano proprio loro a proporre l&#8217;idea di restare. Di conseguenza, il risultato del referendum \u00e8 stato un rospo enorme da ingoiare per le nuove generazioni che si son visti davanti 40-50 anni di vita lontani dal loro progetto, dalle loro idee<\/em>\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>La scappatoia Friends<\/strong><\/p>\n<p><strong>Nel libro, una delle protagoniste si rifugia in una serie tv, \u201cFriends\u201d,<\/strong> che non appartiene alla sua epoca e Jonathan Coe interpreta questo atteggiamento come un piccolo ponte che vuole unire le due generazioni di genitori e figli. \u201c<em>Prima di iniziare questa conversazione avete ascoltato la musica di Friends di sottofondo in maniera quasi ossessiva<\/em> \u2013 ha esclamato Jonathan Coe \u2013 <em>perch\u00e9 penso che Friends si colleghi alla politica. I figli di oggi vivono in un mondo caratterizzato da incertezza, da pericolo, da problemi importanti che ci sovrastano, come il cambiamento climatico o le elezioni politiche. Queste nuove generazioni sono pi\u00f9 ansiose e spesso cercano rifugio in qualcosa che li fa sentire pi\u00f9 protetti. In fondo, Friends appartiene a un momento storico che era prima dei social media, prima dei telefonini, strumenti che generano ansie in queste generazioni\u201d<\/em>.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Dibattito civile e politica<\/strong><\/p>\n<p>Oltre a stabilizzare il focus sulla famiglia, i <strong>romanzi di Jonathan Coe<\/strong> <strong>sono eminentemente politici perch\u00e9 non si sottraggono mai al dibattito civile e alla politica<\/strong>, al racconto di mutamenti politici, sociali. \u201c<em>La politica fa parte della nostra vita, dobbiamo pensarci per forza<\/em> \u2013 ha affermato Jonathan Coe \u2013. <em>Per noi \u00e8 interessante, ma a volte diventa disfunzionale. Ed \u00e8 esattamente questo che abbiamo visto nella societ\u00e0 britannica soprattutto degli ultimi dieci anni. Molti pensano che io faccia parte di circoli politici o che abbia dei rapporti con membri del Parlamento. Ci tengo a specificare che non solo non \u00e8 assolutamente cos\u00ec, questa cosa mi inorridirebbe. Il mio interesse come scrittore sono i piccoli drammi della nostra vita la vita di famiglia, il lavoro, l&#8217;amicizia. Questi sono i temi reali che per me sono interessanti. Ma tutti questi eventi della nostra vita non accadono in un vuoto pneumatico. Sono assolutamente radicate nella societ\u00e0 che viviamo e che sono influenzati dalle decisioni prese da persone che sono distanti da noi migliaia di chilometri, persone che non ci conoscono e che noi non conosciamo. E ho capito che come scrittore non potevo creare una netta separazione tra la vita quotidiana e poi il contesto politico. Il mio nuovo romanzo parte proprio da una conferenza politica dell&#8217;estrema destra nella quale un giornalista spettatore di questi eventi viene ucciso. Molti pensano che questo assassinio sia un assassinio politico e di fatto la politica aleggia sullo sfondo. Ma la parte emotiva di questa narrazione \u00e8 proprio il discorso della figlia del giornalista ucciso che elenca le qualit\u00e0 di questo padre che lei amava, incluso condividere la visione di Friends<\/em>\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Comunicato Stampa &nbsp; Jonathan Coe incanta Cosenza Ospite della Fondazione Premio Sila, il geniale scrittore inglese ha presentato il suo ultimo romanzo, \u201cLa prova della mia innocenza\u201d, a Palazzo Arnone davanti a un pubblico numerosissimo e attento. 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