{"id":17162,"date":"2024-11-07T15:21:48","date_gmt":"2024-11-07T15:21:48","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ilquindicinale.com\/sgf\/?p=17162"},"modified":"2024-11-07T15:22:19","modified_gmt":"2024-11-07T15:22:19","slug":"17162","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ilquindicinale.com\/sgf\/attualita\/17162\/","title":{"rendered":"Cenni sulla fusione tra Cosenza, Rende e Castrolibero: aspetti economico-finanziari"},"content":{"rendered":"<h1><strong>Cenni sulla fusione tra Cosenza, Rende e Castrolibero: aspetti economico-finanziari<\/strong><\/h1>\n<p>by\u00a0<a href=\"https:\/\/www.opencalabria.com\/author\/michele-mercuri\/\"><strong>Michele Mercuri<\/strong><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.opencalabria.com\/cenni-sulla-fusione-tra-cosenza-rende-e-castrolibero-aspetti-economico-finanziari\/\">06\/11\/2024<\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>in\u00a0<a href=\"https:\/\/www.opencalabria.com\/category\/comuni-ed-enti-locali\/\"><strong>Comuni ed Enti Locali<\/strong><\/a><\/p>\n<p>A\u00a0A<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Nel contesto della fusione tra enti locali, \u00e8 fondamentale esaminare approfonditamente la situazione economico-finanziaria dei comuni coinvolti per evitare sfavorevoli conseguenze economiche. Questa breve analisi si focalizza sul Comune di Cosenza, evidenziando alcuni aspetti critici dei suoi rendiconti di gestione che potrebbero influenzare negativamente la sostenibilit\u00e0 della futura fusione con Rende e Castrolibero. Quanto scritto in questa nota non \u00e8 da considerare come una solida valutazione a favore o contro il progetto della citta unica. Al contrario, \u00e8 una breve riflessione su un aspetto specifico della fusione ed \u00e8 da intendere come un invito sulla direzione che dovrebbe essere impressa al confronto che in queste settimane si sta svolgendo nelle tre citt\u00e0.<\/em><\/p>\n<p><strong>Secondo l\u2019intento del legislatore,\u00a0<\/strong>le fusioni tra enti locali mirano a ridurre le diseconomie nella gestione dei servizi ai cittadini, fenomeno che si accentua particolarmente nei comuni con meno di 5.000 abitanti. Aumentando la dimensione dell\u2019ente, le diseconomie si riducono fino a un punto minimo, individuabile tra i 5.000 e i 10.000 abitanti, ma oltre questo limite riprendono a crescere.<\/p>\n<p>Figura 1 Spese per abitante dei comuni italiani per fascia dimensionale<\/p>\n<p>Nella Figura 1, le spese pro capite per fascia di popolazione dei comuni italiani mostrano chiaramente questa tendenza: nei comuni molto grandi, che spesso fungono da \u201cpolo di servizi\u201d per i territori limitrofi, le spese crescono, poich\u00e9 l\u2019offerta di servizi interessa anche chi risiede in altri comuni. Questo fenomeno indica che, per gli enti locali, non \u00e8 sempre valida la regola \u201cgrande \u00e8 bello\u201d (Figura 2 e 3).<\/p>\n<p>Figura 2 Comuni Italiani per fascia di popolazione. Entrare tributarie, contributive e perequative per abitante.Figura 3 Comuni Italiani per fascia di popolazione. Entrare extra-tributarie per abitante nel 2023<\/p>\n<p>Per comprendere se la fusione tra i tre comuni possa realmente produrre vantaggi, \u00e8 necessario confrontare alcuni indicatori dei rendiconti finanziari. Nel caso specifico di Cosenza, la situazione \u00e8 abbastanza complessa: dopo aver dichiarato dissesto finanziario nel 2020, il comune ha ridotto la spesa pro capite, che \u00e8 un risultato atteso (in precedenza l\u2019ente aveva livelli di spesa molto elevati rispetto ai parametri standard). L\u2019esame dei dati SOSE, elaborati tramite la societ\u00e0 del Ministero dell\u2019Economia, permette di confrontare la \u201cspesa storica\u201d, cio\u00e8 quanto un comune spende effettivamente, con la \u201cspesa standard\u201d, ossia quanto un comune dovrebbe spendere per erogare determinati servizi.<\/p>\n<p>Figura 4. Spesa pro-capite dei comuni di Cosenza e di Rende nel 2020, 2021, 2022 e nel 2023.<\/p>\n<p>I dati relativi al 2021 rivelano che il costo storico complessivo dei servizi di Cosenza era superiore del 70% rispetto al costo standard, mentre quello di Rende era inferiore del 20% (Figura 5). Ad esempio, per la gestione dei rifiuti, Cosenza spendeva il 219% in pi\u00f9 della spesa standard, mentre Rende era quasi in linea, con uno scostamento di appena -3,9%, e offriva servizi simili per qualit\u00e0 e quantit\u00e0 (si veda Figura 5). Simili differenze si riscontrano anche nelle spese per la viabilit\u00e0 e la gestione del territorio (Figura 6).<\/p>\n<p>Figura 5Figura 6<\/p>\n<p>Oltre alle spese, anche la capacit\u00e0 di riscossione \u00e8 un altro elemento critico da valutare in sede di avvio di una fusione: il Comune di Cosenza presenta una capacit\u00e0 di riscossione delle sole imposte e tasse del 22%, contro il 28% di Rende. Questa differenza incide significativamente sulla sostenibilit\u00e0 finanziaria del bilancio comunale e rappresenta un elemento di\u00a0 vulnerabilit\u00e0 che potrebbe riflettersi sui cittadini della nuova citt\u00e0 unica. Ma ci sono molti altri parametri da tenere in considerazione, ad es. la spesa per interessi nel bilancio di Cosenza incide per il doppio in rapporto alle entrate rispetto a quella di Rende, segnalando una maggiore esposizione al debito del comune di Cosenza.<\/p>\n<p>Ritornando all\u2019esempio della gestione dei rifiuti, \u00e8 essenziale chiedersi quali sarebbero le implicazioni per Rende in una fusione con un comune che ha una spesa per la gestione dei rifiuti notevolmente pi\u00f9 alta. Dato che il costo del servizio di raccolta dei rifiuti deve essere coperto per legge dalla tariffa, la dimensione dei due comuni rende evidente che tale costo verrebbe inevitabilmente trasferito sui cittadini di Rende e Castrolibero, a meno di non voler prevedere delle tariffe differenziate per i 3 comuni nella fase post-fusione (\u00e8 una procedura fattibile, ma deve essere prevista e discussa prima di procedere alla fusione).<\/p>\n<p>Cosenza, inoltre, porta in dote alla fusione un importante fardello finanziario: il comune ha dichiarato il dissesto cinque anni fa, con un debito accertato di oltre 40 milioni di euro, che verr\u00e0 ripianato fino al 2042. Tuttavia, nonostante siano passati soli 5 anni dal dissesto, si pu\u00f2 notare come dalla relazione dei revisori al rendiconto 2023 emergano gi\u00e0 delle \u201ctensioni\u201d sulla liquidit\u00e0 del Comune di Cosenza: i revisori hanno, infatti, evidenziato un mancato reintegro delle spese a destinazione vincolata (spese destinate a investimenti, utilizzate per la spesa corrente) per oltre 32 milioni di euro (Figura 7). Inoltre, i revisori hanno segnalato che non \u00e8 stato fornito uno stato aggiornato del dissesto, lasciando un quadro poco chiaro della situazione debitoria.<\/p>\n<p>Figura 7<\/p>\n<p>In aggiunta, Cosenza ha accumulato un debito residuo di oltre 90 milioni di euro per anticipazioni di liquidit\u00e0, destinate a coprire spese correnti. Questo tipo di debito \u00e8 considerato particolarmente oneroso, poich\u00e9 grava sulle generazioni future, trasferendo su di esse il costo di spese correnti come stipendi e utenze, senza apportare benefici futuri come potrebbero essere le spese per investimenti. Per spiegare questo aspetto \u00e8 utile fare riferimento ad un\u2019altra forma di spesa. Si pensi, per esempio, a un debito trentennale per costruire una scuola. Si tratta di un investimento che avr\u00e0 un\u2019utilit\u00e0 sia per la generazione di cittadini che ha contratto il debito, sia sulle generazioni future. Al contrario, un debito contratto per pagare le spese per l\u2019energia elettrica comunale ha solo utilit\u00e0 sulla generazione che ha contratto il debito e scarica sulle generazioni future l\u2019onere finanziario. La fusione potrebbe, quindi, comportare per Rende e Castrolibero un\u2019immediata assunzione di responsabilit\u00e0 finanziarie che andrebbero a incidere sui residenti.<\/p>\n<p>In sintesi, l\u2019analisi preliminare di alcuni indicatori di performance economico-finanziaria suggerisce che la fusione richiederebbe tempi pi\u00f9 maturi e un ulteriore consolidamento economico-finanziario, specialmente per il comune di Cosenza. Un\u2019attesa o un\u2019attenta valutazione di queste variabili potrebbe offrire a Rende e Castrolibero una prospettiva pi\u00f9 chiara su cosa comporterebbe realmente questa fusione in termini di futura sostenibilit\u00e0 economico-finanziaria.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><a href=\"https:\/\/www.opencalabria.com\/author\/michele-mercuri\/\">Michele Mercuri<\/a><\/strong><\/p>\n<p>Michele Mercuri \u00e8 laureato in Economia e svolge attivit\u00e0 di dottore commercialista, revisore contabile e di docente. Ha conseguito il titolo di dottore di ricerca in Scienze ed Ingegneria dell&#8217;Ambiente, delle Costruzioni e dell\u2019Energia presso l&#8217;Universit\u00e0 della Calabria. Dal 2015 insegna Matematica Applicata negli istituti tecnici superiori. Nel 2023-24 ha lavorato in FinCalabra come Revisore Contabile. Attualmente collabora come Revisione Contabile con il Ministero dell&#8217;Universit\u00e0 e della Ricerca. Ricerca.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Cenni sulla fusione tra Cosenza, Rende e Castrolibero: aspetti economico-finanziari by\u00a0Michele Mercuri &nbsp; 06\/11\/2024 &nbsp; in\u00a0Comuni ed Enti Locali A\u00a0A &nbsp; Nel contesto della fusione tra enti locali, \u00e8 fondamentale esaminare approfonditamente la situazione economico-finanziaria dei comuni coinvolti per evitare sfavorevoli conseguenze economiche. 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