{"id":16485,"date":"2024-05-03T15:55:58","date_gmt":"2024-05-03T15:55:58","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ilquindicinale.com\/sgf\/?p=16485"},"modified":"2024-05-03T15:55:58","modified_gmt":"2024-05-03T15:55:58","slug":"riceviamo-e-pubblichiamo-dal-coordinamento-universitario-dellunical","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ilquindicinale.com\/sgf\/cultura\/riceviamo-e-pubblichiamo-dal-coordinamento-universitario-dellunical\/","title":{"rendered":"RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO DAL COORDINAMENTO UNIVERSITARIO DELL&#8217;UNICAL"},"content":{"rendered":"<p>Senato Accademico dell\u2019Universit\u00e0 della Calabria<\/p>\n<p>Il momento di forte tensione internazionale, l\u2019inasprimento delle azioni militari in Medio Oriente e la perdurante crisi umanitaria nella Striscia di Gaza, chiamano in causa, anche sollecitate da un crescendo di manifestazioni e iniziative che hanno visto protagonisti tante studentesse e studenti, le Istituzioni universitarie e il loro ruolo. Un ruolo che deve saper esprimersi indipendentemente da ogni forma di potere e condizionamento, aspirando a promuovere la cultura della pace e del rispetto dei diritti umani, attraverso azioni e iniziative di formazione, di ricerca e di dialogo. In questa cornice e in conformit\u00e0 alle fonti internazionali che riconoscono la pace come un diritto fondamentale della persona e dei popoli, il Senato Accademico dell\u2019Universit\u00e0 della Calabria ritiene oggi di dover manifestare e ribadire, ancora una volta, la propria pi\u00f9 ferma condanna verso qualsiasi forma di violazione dei diritti umani e di risoluzione armata delle controversie, sottolineando l\u2019attualit\u00e0 delle previsioni costituzionali sancite dall\u2019art. 11, secondo cui <em>\u201cL\u2019Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libert\u00e0 degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali\u201d <\/em>e dall\u2019art. 33, ove si dispone che \u201c<em>L\u2019arte e la scienza sono libere e libero ne \u00e8 l\u2019insegnamento<\/em>\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u00c8, infatti, necessario che il mondo Accademico e l\u2019intera comunit\u00e0 scientifica si adoperino attivamente per impedire alle coscienze di assuefarsi agli orrori della guerra e delle violenze che continuano a imperversare alle pi\u00f9 diverse latitudini. Le Universit\u00e0 sono un potente strumento di pace; valorizzano il pluralismo e l\u2019indipendenza da ogni condizionamento e da ogni discriminazione di carattere ideologico, religioso, politico o economico, con particolare riguardo al pieno ed effettivo rispetto della vita e delle libert\u00e0 di religione, di manifestazione del pensiero e di scienza. Ecco perch\u00e9 \u2013 all\u2019unanimit\u00e0 \u2013 il Senato Accademico, in risposta alla richieste pervenute negli ultimi giorni, rileva da una parte che l\u2019Universit\u00e0 della Calabria non ha attivi accordi istituzionali di collaborazione con Universit\u00e0 israeliane, n\u00e9 partecipazioni al bando MAECI, n\u00e9 azioni di placement, orientamento o mobilit\u00e0 riconducibili ad attori nel conflitto, ma ritiene d\u2019altra parte importante evidenziare che le Universit\u00e0, proprio per interpretare al meglio il proprio ruolo, devono saper intrattenere relazioni, nel rispetto della libert\u00e0 di ricerca scientifica e di didattica, con tutte le comunit\u00e0 scientifiche del mondo all\u2019insegna del rispetto reciproco. Le Universit\u00e0 sono, infatti, comunit\u00e0 aperte e plurali che non si possono ridurre ai governi dei loro Paesi; esse \u2013 ricordando le parole Presidente della Repubblica Sergio Mattarella \u2013 rappresentano un reticolo di collaborazioni che, sempre di pi\u00f9, si realizza, si intreccia, si sviluppa al di sopra dei confini: <em>\u201cse si recide questo collegamento, questo prezioso scambio di riflessioni, di collaborazioni, di esperienze, non si aiutano i diritti, non si aiuta la libert\u00e0 n\u00e9 la pace, ma si indebolisce la forza del dibattito, della critica, del dissenso\u201d<\/em>.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>L\u2019azione istituzionale dell\u2019Universit\u00e0 della Calabria \u00e8 da sempre ispirata ai valori richiamati dal Presidente Mattarella, ai valori universali della tutela dei diritti umani, della pace, della democrazia, della libert\u00e0, dell\u2019accoglienza delle diversit\u00e0, della cooperazione e della solidariet\u00e0. L\u2019Universit\u00e0 della Calabria ha tradizionalmente sostenuto le comunit\u00e0 accademiche di tutto il mondo che vivono una situazione di rischio nei Paesi di origine e subiscono limitazioni e restrizioni nella ricerca e nell\u2019insegnamento, promuovendo molteplici attivit\u00e0 e concrete iniziative di supporto e di accoglienza per ricercatori e docenti universitari in fuga da teatri di guerra o da contesti privi della necessaria libert\u00e0. Di fronte al precipitare degli eventi, il Senato Accademico dell\u2019Universit\u00e0 della Calabria sente quindi di dover esprimere, nuovamente, il proprio dolore e la propria vicinanza e solidariet\u00e0 a tutte le popolazioni la cui vita \u00e8 stata sconvolta dalle barbarie della violenza e della guerra, facendosi anche promotore di una campagna di mobilitazione ed effettiva sensibilizzazione.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Sar\u00e0 infatti necessario dare accoglienza, sostegno e solidariet\u00e0 alle comunit\u00e0 accademiche che oggi vivono scenari di conflitto in Medio Oriente, in Ucraina e ovunque nel mondo, in linea con i principi che l\u2019Ateneo esprime e che di recente hanno gi\u00e0 portato all&#8217;introduzione di borse di studio e di ricerca o forme di esonero dai contributi studenteschi a favore di rifugiati e profughi di guerra. Sar\u00e0 importante incoraggiare lo sviluppo di linee di ricerca per la trasformazione non violenta dei conflitti; programmare nel Campus eventi sui temi della pace finalizzati a un costruttivo confronto critico garantendo, in forma pacifica e non violenta, la pluralit\u00e0 dell\u2019offerta culturale in Ateneo; esortare la comunit\u00e0 accademica a impiegare la ricerca scientifica e i suoi risultati come strumento per la pace in grado di garantire il benessere di tutte le persone.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Auspicando la strada del confronto dialettico mirato a costruire un modello di pacifica convivenza tra i popoli, l\u2019Universit\u00e0 della Calabria sapr\u00e0 interpretare responsabilmente il proprio ruolo nella comunit\u00e0 accademica internazionale, per sensibilizzare le coscienze sulla necessit\u00e0 di porre fine all\u2019isolamento della Striscia di Gaza, per far cessare le operazioni militari in Medio Oriente in accordo con la Risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell&#8217;Onu del 25 marzo 2024, e in tutte le zone di guerra, attraverso azioni volte a recuperare gli strumenti della politica e della diplomazia, che favoriscano il dialogo e una prospettiva di pace duratura fondata sul pluralismo religioso e sul rispetto dei diritti umani internazionalmente riconosciuti.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Approvato all&#8217;unanimit\u00e0 dai componenti del Senato Accademico dell&#8217;Universit\u00e0 della Calabria<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u201cIn questi giorni il senato accademico dell\u2019Unical ha emanato una nota, approvata all\u2019unanimit\u00e0, in risposta al nostro appello <em>per la sospensione della cooperazione industriale, scientifica e tecnologica tra le universit\u00e0 e i centri di ricerca italiani e israeliani per rischio di dual use e violazione del diritto internazionale e umanitario<\/em>.<\/p>\n<p>Ci sembra doveroso condividerla e commentarla pubblicamente, con la finalit\u00e0 di animare un dibattito serio sul tema che miri a coinvolgere l\u2019intera comunit\u00e0 universitaria, in un periodo di allargamento globale dei conflitti e di proseguimento dell\u2019attacco genocida ai danni del popolo palestinese e Gaza.<\/p>\n<p>Vogliamo innanzitutto specificare che la nota in questione ci \u00e8 stata trasmessa dopo diversi tentativi di dialogo e confronto diretto col rettore Nicola Leone, che \u00e8 risultato pi\u00f9 volte indisponibile a un incontro con gli studenti, affidandosi spesso alla mediazione della Digos e impedendoci di partecipare all\u2019ultima seduta del senato. \u00c8 possibile gestire in questo modo il confronto con gli studenti? Il Magnifico Leone vuole passare forse alla storia come il rettore pi\u00f9 intangibile della storia dell\u2019Unical?<\/p>\n<p>Entrando nel merito della nota, risalta innanzitutto come questa non si discosti molto da quella emanata a novembre, sempre in risposta a un nostro appello che chiedeva una presa di posizione pubblica di condanna al genocidio a Gaza. Eppure, riconosciamo qualche avanzamento; si fa riferimento pi\u00f9 nello specifico alla \u201cperdurante crisi umanitaria nella Striscia di Gaza\u201d, si riconosce il protagonismo degli studenti nel sollecitare, attraverso la mobilitazione, il posizionamento pacifico degli atenei, di cui si riconosce, inoltre, il ruolo centrale. Tuttavia, non possiamo non notare che, nel pratico, la dichiarazione si risolva in un nulla di fatto. In merito alle nostre richieste di rottura degli accordi con le universit\u00e0 israeliane complici del genocidio e le aziende della guerra, l\u2019Unical risponde infatti negativamente, rivendicando che il ruolo delle universit\u00e0 sia quello di intraprendere relazioni internazionali con tutte le comunit\u00e0 scientifiche, si potrebbe aggiungere: senza alcun dubbio e limitazione in tal senso. Appellandosi al principio di libert\u00e0 di ricerca, si glissa sugli accordi con l\u2019industria bellica (come Leonardo s.p.a. ecc.), si rifiuta qualsiasi richiesta di rottura con gli enti di ricerca israeliani. Ci domandiamo, ancora una volta: com\u2019\u00e8 possibile garantire la libert\u00e0 di ricerca quando ci si lega istituzionalmente a universit\u00e0 che non si sono mai dissociate dall\u2019azione del governo e<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>che contribuiscono praticamente alla produzione di tecniche, saperi e conoscenze con fini genocidari? Non \u00e8 limitante rispetto alla libert\u00e0 di ricerca il legame con l\u2019industria bellica, che da una parte orienta in un solo senso la finalit\u00e0 di studio e dall\u2019altra limita, di fatto, la possibilit\u00e0 di esprimersi criticamente rispetto alle stesse?<\/p>\n<p>Proseguendo nel commento della nota; l\u2019Unical nega che ci sia in essere qualsiasi tipo di rapporto con aziende produttrici di armi. Cos\u00ec come sappiamo, per via informale, che tanti sono i progetti che legano i nostri ricercatori e studenti in materie tecnico-scientifiche ad aziende invischiate nel comparto bellico, sotto la facciata di progetti in ambiti apparentemente neutrali. In conclusione, incalziamo ancora una volta la <em>governance <\/em>d\u2019Ateneo con le seguenti domande: come l\u2019universit\u00e0 pensa concretamente di porsi rispetto alla questione degli accordi? Se si \u00e8, come si dichiara, a sostegno della pace, non potrebbe dichiarare, come nel caso della Normale di Pisa, di vigilare sui prossimi accordi? Questo renderebbe concreta e chiara la posizione dell\u2019Unical, impedendo ancora una volta che la complicit\u00e0 limiti la libert\u00e0 di ricerca e orienti quest\u2019ultima agli scopi di guerra, in un contesto che ci richiama a segnali forti di responsabilit\u00e0. Ci appelliamo, infine, al rettore, perch\u00e9 si renda disponibile a un incontro pubblico di confronto sull\u2019indirizzo etico e pacifico del sapere sviluppato nel nostro ateneo, rispondendo chiaramente alle nostre domande e dando un segnale democratico di apertura e ascolto nei confronti gli studenti e la comunit\u00e0 accademica tutta\u201d!<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Senato Accademico dell\u2019Universit\u00e0 della Calabria Il momento di forte tensione internazionale, l\u2019inasprimento delle azioni militari in Medio Oriente e la perdurante crisi umanitaria nella Striscia di Gaza, chiamano in causa, anche sollecitate da un crescendo di manifestazioni e iniziative che hanno visto protagonisti tante studentesse e studenti, le Istituzioni universitarie e il loro ruolo. 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