Il messaggio del“ poverello d’ Assisi” ci invita a “ costruire ponti” in un mondo in cui si edificano “ muri”
Lucia Lucente

La preghiera di San Francesco d’Assisi, sebbene risalente a tempi remoti, riverbera oggi, con una profondità, che supera il trascorrere dei secoli, ponendosi come faro spirituale per un’umanità lacerata. L’esortazione a rispondere all’odio con l’amore, a riconciliare le offese con il perdono, ci fa vedere un mondo, che sembra essersi smarrito nella morsa del rancore e della divisione. L’amore, che Francesco predica, non è mero sentimento, bensì azione trasformativa, capace di sanare le ferite più profonde della società moderna, esasperata da polarizzazioni e conflitti incessanti e devastanti.
Il perdono, nell’epoca della vendetta e della giustizia punitiva, emerge come atto rivoluzionario: non una semplice remissione del torto, ma un processo di guarigione, che restituisca dignità tanto a chi lo concede quanto a chi lo riceve. È un cammino, che potrebbe ridonare senso di comunità in un tempo, in cui individualismo e narcisismo sono dominanti.
L’invito a portare la fede nelle discordie appare anacronistico in un contesto sempre più secolarizzato; tuttavia, la fede di Francesco trascende il dogma, divenendo fiducia nell’essere umano e nella sua capacità di risorgere dall’incomprensione e dalla frammentazione.
Quanto alla verità, oggi distorta dalla proliferazione di false informazioni, dovrebbe ritrovare, secondo il Santo, la sua dimensione più pura, capace di illuminare il cammino, senza opprimere.
La speranza, infine, nelle tenebre della crisi sociale e ambientale, non è mera illusione, bensì certezza che, anche nelle difficoltà più cupe, si può intravedere il disegno divino.
La preghiera di San Francesco è molto più di una semplice invocazione: è un progetto di vita, un programma spirituale, che ci invita a diventare strumenti di pace e di riconciliazione, in un mondo lacerato dai conflitti. Francesco ci insegna che ogni gesto d’amore, di perdono e di speranza ha il potere di cambiare il mondo, di far risplendere la luce divina nelle tenebre della nostra epoca.
Attraverso le sue parole, il santo d’Assisi ci sprona a uscire da noi stessi, a diventare portatori di un messaggio, che trascenda le nostre limitazioni umane. In un contesto globale, sempre più diviso e ferito, la preghiera francescana risuona come un invito a costruire ponti, a comporre le differenze e a diffondere quella luce di speranza e di amore che, sola, può rigenerare l’umanità.

