Rende 23 Novembre 2025
In questi giorni la sindaca di Siderno, Mariateresa Fragomeni, ha proposto di fondere i 42 comuni della Locride in un unico grande ente locale da circa 120 mila abitanti. L’articolo ( https://www.opencalabria.com/quarantadue-comuni-una-citta-cosa-ce-davvero-di-buono-per-la-calabria-nella-proposta-di-fusione-dei-comuni-della-locride/) analizza questa iniziativa nel quadro di un nodo strutturale della Calabria: la frammentazione in 404 comuni spesso troppo piccoli per garantire servizi e sviluppo. La Locride viene descritta come un laboratorio naturale, in cui convivono comuni costieri di medie dimensioni e piccoli centri collinari e montani, segnati da spopolamento, debolezza infrastrutturale ma anche da un forte potenziale turistico. Si sottolinea il ruolo decisivo della Regione nel definire una strategia di riordino, selezionare aree-progetto e accompagnare i sindaci con supporto tecnico, evitando che le fusioni restino iniziative episodiche legate al ciclo politico o ai soli tagli di bilancio. Vengono messi in evidenza i limiti del “bonus fusioni” come risposta ai ridimensionamenti della finanza locale e si propone di leggere la fusione non come espediente contabile, ma come strumento per recuperare efficienza, razionalizzare funzioni e rafforzare la capacità amministrativa. Richiamando le poche fusioni riuscite in Calabria, rese possibili da una forte mobilitazione civica dal basso, si insiste infine sulla necessità di analisi empiriche, scenari quantitativi e confronto pubblico informato, per trasformare il dibattito sulle fusioni da slogan politico a vera politica di riforma del governo locale.

