“Le Commissioni d’accesso non sono strumenti di accusa né anticipano alcun giudizio sull’amministrazione sottoposta a verifica. Sono strumenti previsti dalla legge per consentire allo Stato di accertare, con rigore e imparzialità, l’eventuale sussistenza di forme di condizionamento o infiltrazione della criminalità organizzata negli enti locali. Metterne in discussione l’operato o rappresentare l’esercizio di queste funzioni come una contrapposizione tra lo Stato e un’amministrazione locale rischia di generare un equivoco pericoloso, che può delegittimare l’azione delle istituzioni nel loro complesso, proprio mentre è necessario rafforzarne autorevolezza e capacità di azione nel contrasto alla criminalità organizzata” prosegue la nota Sinpref.
“I prefetti e i funzionari dell’Amministrazione civile dell’Interno esercitano ogni giorno compiti particolarmente delicati, spesso in territori complessi e sotto fortissime pressioni, esclusivamente nell’interesse della legalità e della sicurezza delle comunità. Il SINPREF ribadisce pertanto la piena fiducia nell’operato della Prefettura di Reggio Calabria e della Commissione d’accesso; i dirigenti della carriera prefettizia devono poter svolgere, come hanno sempre garantito, fino in fondo il proprio lavoro con serenità, autonomia e senza indebite pressioni, come hanno fatto e fanno quotidianamente. La lotta alla criminalità organizzata non ammette contrapposizioni tra istituzioni: richiede responsabilità, rispetto dei ruoli e piena collaborazione tra tutti i livelli dello Stato” conclude la nota.

