Gioacchino da Fiore era un ciarlatano

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Quante balle ha raccontato quel ciarlatano di Gioacchino da Fiore!

lo aveva capito bene Papa Innocenzo III. Doveva essere uno che pur di vendere libri la sparava sempre più grossa. Andava in giro per corti e monasteri a predicare bufale. Come quella dell’era dello Spirito Santo ormai prossima: un’era in cui il mondo diventava una specie di paradiso terrestre … senza inquinamento, sfruttamento dell’uomo sull’uomo, senza migrazioni di massa e guerre. Un mondo senza prostituzione minorile e malattia, in cui ognuno avrebbe potuto curarsi gratuitamente. Anche Dante quindi, prese un colossale abbaglio: altro che spirito profetico.

La balla più grossa resta quella storiella della nuova Gerusalemme che doveva nascere proprio qui da noi, intorno a Fiore. Quello che è diventato San Giovanni in Fiore è sotto gli occhi di tutti: è nu muragliu chi se sciolla, giorno per giorno. Na petra roppu l’atra… questo crollo sembra inarrestabile. Nonostante il tentativo di radicali cambiamenti politici tentati con Barile e Gentile, nonostante il ritorno di un’amministrazione amica del Governatore della Regione paesano, nonostante tutto … se sciolla.

L’emblema di questo declino sembra essere sintetizzato in questi giorni anche dalle involuzioni musicali che ascoltano i florensi: dalla qualità musicale e di testi di Spinelli-Lopetrone, alle rime spagnolegianti fiore-amore .

In un’italia soffocata dagli abusi di potere, c’è un sud che stenta a venire fuori dalla crisi etica ed economica… Ma non vi danno un po’ di dispiacere, quegli autobus colmi senza più calore?

L’entroterra meridionale soffre e quel Fiore gioachimita sembra ormai inesorabilmente appassito. La primavera intanto, tarda ad arrivare.

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